Intervento di Mara Montagna alla Manifestazione del 30 Gennaio in difesa della Costituzione

Striscione apparso durante la manifestazione in difesa della Costituzioni affianco al Teatro Regio di Parma

Mi chiamo Mara Montagna e sono un’insegnante che da anni, insieme ad altri docenti, genitori e studenti di Parma, lavora con il coordinamento La scuola siamo noi per difendere la scuola pubblica, la scuola della Repubblica, la scuola della nostra Costituzione.

Questa scuola non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta: è la scuola di tutti e di tutte, laica, democratica e pluralista.
Non solo perché i padri della carta costituzionale hanno voluto dedicare alla scuola e alla conoscenza gli artt.33 e 34, o hanno voluto sottolineare l’importanza che la scienza, l’arte e il sapere siano liberi e libero ne sia l’insegnamento.

Ma soprattutto perché noi crediamo che solo attraverso la scuola possa realizzarsi appieno l’art.3 della nostra Costituzione:
“Tutti i cittadini hanno parità dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali”.

La scuola è il primo luogo della socialità che i giovani incontrano, una vera e propria palestra di cittadinanza.
Questo ci spinge a sostenere e rivendicare con forza il diritto allo studio ed il diritto alla conoscenza: essi sono le basi sulle quali si fonda il diritto di cittadinanza. Le pari opportunità di accesso al sapere significano da un lato uguaglianza di diritti per tutti e per tutti, in secondo luogo impegnano lo Stato a garantire a tutti e a tutte una scuola di qualità.

Questo significa realizzare l’art. 34, in cui è detto: “La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
Questo è l’articolo più importante della nostra Costituzione. Bisogna rendersi conto del valore politico e sociale di questo articolo. Su di esso si basa la parità dei diritti dei cittadini nella società della conoscenza.

Oggi il governo scredita le scuole pubbliche, chiama gli insegnanti fannulloni, riduce drasticamente mezzi e risorse per la pubblica istruzione. Si annullano gli spazi ed i tempi per la didattica, per la relazione di apprendimento, per l’intercultura, per la diversabilità, per chi si trova in difficoltà e in disagio e va ad alimentare i numeri della dispersione scolastica.

E’ in questo modo che potremo garantire a tutti pari opportunità nel diritto al sapere?
Il taglio di risorse alla scuola pubblica, il tetto del 30% di alunni migranti, il taglio di insegnanti di sostegno per i diversamente abili, meno ore di scuola, più alunni per classe, meno docenti sono le soluzioni che salvaguardano la scuola della Costituzione?
Noi crediamo di no. Crediamo che tutti questi provvedimenti ledano la carta costituzionale, in due direzioni: creano discriminazione tra chi ha i mezzi e chi non li ha, violando l’art.3 della Costituzione, e accelerano il processo, ormai scoperto, di privatizzazione della scuola.

Nel 1950 Piero Calamandrei spiegava che cosa avrebbe potuto fare un partito dominante per impadronirsi delle scuole e trasformarle in scuole di partito senza violare apparentemente il dettato costituzionale: “Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. L’operazione si fa in tre modi:

  1. rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
  2. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
  3. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto, la fase più pericolosa di tutta l’operazione”.

Noi difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde a quella Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perché questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà.
In questo senso, riteniamo che la scuola debba essere considerata un organo istituzionale, anzi, il più importante degli organi istituzionali. Sapere, persona, cittadinanza: questo è il compito che la nostra Costituzione assegna alla scuola e all’università pubblica.

La scuola che ci stanno preparando non è una scuola libera: è una scuola dove esprimere le proprie opinioni diventa sempre più difficile e pericoloso, dove non resterà più traccia, a causa degli attacchi congiunti dei ministri Gelmini, Tremonti e Brunetta e del DDL Aprea per la libertà di insegnamento. E’ una scuola dove chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica è discriminato, perché non gli viene garantita l’ora alternativa. Dove la combinazione di programmi clericali e classisti, antiquati ed inadeguati per la società della conoscenza, e di test nozionistici predisposti dal Ministero ridurranno al nulla nelle giovani generazioni la maturazione del pensiero critico e riflessivo.

Vogliono una gioventù impreparata, debole, manipolabile, dalla quale attingere lavoratori destinati alla flessibilità, all’analfabetismo di ritorno, alla precarietà, a fronte di giovani fortunati che potranno permettersi le scuole e le università migliori, a pagamento, e andranno a costituire la classe dirigente di domani.

Un mondo sempre più ingiusto ci si prepara, perché la devastazione della scuola pubblica porterà le future generazioni a non comprendere il valore di certi principi: come faremo a parlare loro di pace, di ambiente, di giustizia, di solidarietà, di partecipazione, di difesa dei diritti umani, se loro stessi non avranno avuto la possibilità di vivere questi valori nel loro percorso educativo?

Difendere la scuola pubblica non significa dunque per noi arroccarsi su sterili posizioni conservatrici: significa pensare di rinnovarla e di migliorarla affinchè essa rispecchi davvero i principi costituzionali, quei principi che le conferiscono un ruolo centrale nella costruzione della democrazia e della cittadinanza consapevole nel nostro Paese.

Mara Montagna
Insegnante

Per ascoltarlo in versione video: http://www.radioradicale.it/node/6034773
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