“Il No B. Day? Ecco cos’è stato”: Intervista a Federico Mello del Fatto Quotidiano di “L’89, il primo blog radical-kitsch”

-di “L’89, il primo blog radical-kitsch”, tratto da: http://l89.radio30metri.com/?p=2901

Succede che sabato 10 aprile pubblichiamo un’intervista a Franco Lai, ex grafico “epurato” del No B Day: si parla di 5 dicembre, Popolo Viola, San Precario. La cosa apre uno squarcio notevole, tra i “capirai!” e i “traditori!” dei nostri lettori. Che alcune cose giuravano di non averle mai sentite: possibile che dietro al NBD si addensassero delle ombre? Al solito niente conclusioni. Ma cercare di diradare un po’ il fumo, questo sì: e con un’intervista esclusiva rilasciataci da Federico Mello del Fatto Quotidiano, autore del libro “Viola. L’incredibile storia del No B.day, la manifestazione che ha beffato Silvio Berlusconi“.

– Cos’è stato il No Berlusconi Day?

“Il No B. Day è stata, a livello mondiale, la prima discesa ufficiale del popolo dei social network nell’agone politico. Mentre partiti dalle risorse ingenti, legati a gruppi di potere, lobbies, cartelli, cricche varie, fanno fatica a coinvolgere i cittadini, il No B. Day è stata la mobilitazione dal basso di cittadini autoconvocati. Un’anomalia italiana di stampo civico per rispondere all’anomalia berlusconiana di carattere proprietario. Internet è un ghetto forse, soprattutto nell’arretrata e immobile Italia. Ma cittadini che vogliono che le cose cambino, sono riuscite a trosformare quel ghetto in partecipazione orizzontale, in coinvolgimento nella vita reale. E’ stata una prima volta fondamentale.”

– La distinzione di cui parli tra anomalia civica e anomalia proprietaria fotografa bene il terreno dal quale questa “prima volta” ha potuto prendere vita. Ma a proposito di “proprietari”, per la manifestazione si è parlato di ingenti contributi dei partiti, malgrado la decantata terzietà politica. Quali sono? E’ possibile vederli? Che Popolo Viola – o che organizzazione – è venuto fuori dal contatto coi partiti?

“Il rapporto con i partiti è stato chiaro: l’abbiamo scritto sul Fatto Quotidiano ben prima del 5 dicembre. L’Italia dei Valori ha pagato il palco di Piazza San Giovanni (per una spesa di circa 100mila euro) mentre Rifondazione Comunista ha messo a disposizione dei pullman dalle realtà locali. L’accordo tra i viola e i partiti è stato chiaro: prendiamo il contributo ma è in capo a noi ogni decisione sugli interventi, sulla piazza sul percorso (così è stato: non è intervenuto nessun politico dal palco). Il contatto con i partiti penso che sia stato molto importante. I partiti – comprensibilmente – non godono di molta simpatia nel nostro Paese. Ma da parte di molti, viola compresi, i partiti in quanto tale non sono da “combattere” nè tanto meno da “abbattere”: c’è voglia piuttosto di confronto, alla pari, tra politici e cittadini. Penso che sia stata una ricchezza questa mescolanza, e anche una prova di forza: per la prima volta i partiti sono stati costretti a seguire i cittadini e non il contrario.”

– Ok: utenti facebook ad aprire la strada, mobilitazione orizzontale. Ma allora perché è cresciuta una certa insofferenza nei confronti del gruppo organizzativo, apparso a molti troppo autoreferenziale? Che ne è dei conti delle donazioni? Si parla anche di una associazione, o di una ‘onlus’ affogata dai debiti..

“Io ho seguito la storia fino al 5 dicembre, mi interessava quel racconto, vincente, unico; mentre quello che ne è seguito è tendenzialmente più incerto, alla prova del futuro.
Sull’insofferenza di cui parli noto che questa si è articolata soprattutto in due diversi rami. In primo luogo un ramo di contestatori a prescindere, che non faccio fatica a definire a rischio “trollismo“. Si tratta essenzialmente di persone estromesse dall’organizzazione prima del No B. Day che non si sono fatte una ragione di essere rimaste fuori da un evento così “storico”; a queste si aggiunge un altro spezzone di amministratori e gruppi Facebook che già da tempo avevano creato dei gruppi contro-Berlusconi, senza però darsi una data, un obiettivo concreto. Questi ho visto che hanno fatto molto scalpore online, ma la mia idea è che bisogna guardare le cose per come sono: internet è orizzontale e democratico ma non può essere anarchico. Il gruppo che ha gestito l’organizzazione fino al 5 dicembre ha centrato un successo partecipato, anche se questo è dovuto passare da scelte dolorose (come bannare qualcuno).
Poi c’è un ramo di chi ritiene a prescindere negativa qualsiasi partecipazione con i partiti: è una posizione naturalmente più che legittima, da cronista mi chiedo solo quale penetrazione abbia questa posizione tra chi era in piazza il 5 dicembre.
Per il resto, in rete leggo dialettica. Il gruppo dell’Emilia Romagna, per esempio, non è per fare subito un meeting nazionale: prima ritengono più urgente darsi una struttura regionale in tutta Italia. Altri premono per un meeting. Insomma, normale (e sana) dialettica politica.
Sulle donazioni, per quanto ne so fino al cinque dicembre, sono state usate per pagare le spese. L’associazione (necessaria per fare richiesta della piazza), fondata da Alessandro Tuffu, lo stesso che ha animato il presidio permanente contro il legittimo impedimento a febbario, davanti a Montecitorio , aveva chiuso il No B. Day con alcuni debiti: nonostante i contributi dei partiti non sono riusciti a ripianare i debiti (allesstimento palco, ambulanze, bagni chimici, ecc). Mi auguro che sia riusciti a ripianare questo buco.”

– L’anarchia danneggia, rischio troll e social network che per definizione ampliano l’entità delle relazioni interpersonali. E dunque anche gli “scazzi”. Ma perché bannare come metodo sistematico, come si è sentito? Perché arrivare all’epurazione via “giudizio monocratico”? Sì, mi riferisco a San Precario. Dicono: E’ dispotico. E dicono: Mello ha per lui una specie di devozione. Chi è il sacro anonimo? Cosa rappresenta?

“Non so quanto ci sia di sistematico nei bannaggi. Io nel mio libro racconto la vicenda fino al cinque dicembre e, da quello che ho raccolto, i casi di bannaggio sono stati molto limitati. Parlando anche con i gruppi locali, però, ho visto che anche a livello di gruppi regionali, o comunali, a volte sono stati necessari dei bannaggi: ripeto penso che rientri nelle dinamiche del web se gli si vuole dare un ordine e una direzione.
Su San Pracario non ho, personalmente, nessuna sorte di devozione, penso invece che sia stato bravo nel lanciare la scintilla del No B. Day e (come altri) capace di gestire tutta la mobilitazione fino allo straordinario risultato del 5 dicembre.
Poi senza dubbio, tutte le figure anonime hanno un loro fascino: io personalmente nel 2001 ero Città del Messico, con altri osservatori internazionali a “scortare” la Comandancia dell’EZLN nel primo viaggio che il subcomandante Marcos faceva dal Chiapas a Città del Messico.
E per le figure anonime, come San Pracario e molti altri, penso che possano essere – se si dimostrano in grado – garanzia per una gestione collettiva della politica. Molti di quelli che parlano del No B. Day come una disfatta, o una farsa, mi lasciano sempre il dubbio che siano mossi da rancore: non è che avrebbero voluto conquistare un ruolo, una visibilità per il loro tornaconto e non ci sono riusciti? Una persona – proprio perchè anonima – che non ha un ruolo da difendere, può essere invece garanzia di una gestione orizzontale se dimostra, con i fatti che parlano al posto della sua faccia, di farsi carico della collettività.”

– Grillo, invece, è un carisma – condivisibile o meno – con nome e cognome. Ammettendo diversità e divergenze tra il fenomeno dei meet up e il reificarsi della piazza viola, mi resta un dubbio: il comico prima s’è dichiarato della partita, poi più nulla. Ora addirittura sembra piuttosto critico. Per quale motivo?


“Grillo ha aderito convintamente al No B. Day, e così i grillini si sono molto attivati sul territorio per portare gente in piazza. E’ vero però che il movimento cinque stelle ha una forte idiosincrasia (se non a un vero e proprio aperto astio) nei confronti dei partiti. La collaborazione tra viola e partiti, perciò, a Grillo non è piaciuta: già il 6 dicembre, Giovanni Favia, esponente del Cinque Stelle, sul blog di Grillo espose tutte le sue perplessità. Questa la loro posizione.”

– Arriva uno e ti dice: Mello mio, hai romanzato tutto, hai creato e venduto un format…

“Il libro in realtà trabocca di documenti storici (alcuni, credo, eccezionali), testimonianze: ho cercato di dare una lettura il più equidistante possibile degli avvenimenti, ascoltando tutti. Poi certo, qualcuno potrà non riconoscersi, ma nessuno può negare che il No B. Day sia stato un successo. In realtà di incredibile non c’è quello che ho raccontato io, ma quello che è nato intorno ai viola: una piazza straripante era il miglior finale possibile, di qualsiasi “romanzo” del No B. day.”

Questa voce è stata pubblicata in Articoli, Dimissioni Berlusconi, I vostri articoli, Le nostre battaglie, Su di noi e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...