7 LUGLIO 1960 – I MORTI DI REGGIO EMILIA

7 LUGLIO 1960 – I MORTI DI  REGGIO EMILIA
NELLA  RIVOLTA  CONTRO IL GOVERNO SOSTENUTO DAI FASCISTI

Il pomeriggio del 7 luglio 1960 a Reggio Emilia polizia e carabinieri con mitra e moschetti sparano centinaia di proiettili, per quasi tre quarti d’ora, contro manifestanti pacifici: muoiono cinque operai comunisti, i feriti sono centinaia. Quel giorno dalle 12 alle 24 era in corso uno sciopero generale indetto dalla Camera del Lavoro per i fatti dei giorni precedenti di Licata in Sicilia e Porta San Paolo a Roma, dove la polizia aveva aggredito i manifestanti antifascisti causando un morto e diversi feriti. A Reggio Emilia erano avvenuti scontri con la polizia intervenuta a difesa della sede del Movimento Sociale Italiano, il partito costituitosi nel ’46 erede del fascismo, durante i quali molti dimostranti e diversi agenti erano rimasti contusi, la sera del 4 luglio, al termine di una manifestazione antifascista promossa dal Consiglio Federativo della Resistenza per protestare contro lo svolgimento del Congresso Nazionale del MSI a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. La convocazione del congresso missino a Genova aveva suscitato sdegno popolare, a cominciare dalla città dei portuali, e stava provocando scioperi e grandi manifestazioni. La piazza di Genova fu concessa dal Governo al MSI in seguito all’ingresso dei fascisti nella maggioranza stessa alla guida dell’Italia.

Ad aprile 1960  era infatti stato varato un Governo monocolore della Democrazia Cristiana presieduto dal democristiano Ferdinando Tambroni che si reggeva grazie ai voti del MSI. Un Governo clerico-fascista incline alla repressione, con sostegni nella parte più reazionaria del Paese, apparati e corpi separati dello Stato formati duranti il fascismo, ambienti conservatori del Vaticano e degli industriali, e che puntava al consenso di quei ceti medi che erano rimasti estranei alla Resistenza partigiana. Un Governo che aveva diviso la DC stessa al suo interno, con una polo più conservatore legato al centrismo e un polo riformista favorevole a una moderata apertura a sinistra, ai socialisti del PSI.

Contro il Governo Tambroni la rivolta antifascista iniziata in giugno a Genova (il cui culmine si ha avuto il 30 giugno con “i fatti di Genova”) per il congresso del MSI si estende a tutta l’Italia, l’8 luglio, l’indomani dell’eccidio di Reggio, è sciopero generale nazionale indetto dalla CGIL, è un’imponente risposta popolare, che costa altri morti a Palermo e a Catania. Una nuova generazione, quella dei giovani dalla maglietta a strisce, riempie strade e piazze d’Italia. La deriva autoritaria del sistema politico-costituzionale viene bloccata. Tambroni è costretto alle dimissioni, che dà il 19 luglio. Ai funerali, il 9 luglio, dei morti di Reggio Emilia parteciparono oltre centomila persone.

IERI CONTRO TAMBRONI OGGI CONTRO BERLUSCONI

Altre malefatte, solo in questi ultimi mesi, del Governo Berlusconi: il decreto legge sulle intercettazioni telefoniche che ostacola e limita il lavoro dei magistrati e dei giornalisti rendendo i cittadini meno tutelati e meno informati, la legge sull’arbitrato relativamente ai rapporti di lavoro che riduce le garanzie per i lavoratori trasferendo dal giudice all’arbitro controversie e contenziosi sui licenziamenti, l’attacco diretto all’art. 41 della Costituzione che stabilisce la responsabilità sociale dell’impresa subordinando l’iniziativa economica privata all’utilità della collettività e di tutti i suoi membri.

Nel cinquantesimo anniversario dei morti di Reggio Emilia rinnoviamo l’impegno per la difesa e l’attuazione della Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza

Vi invitiamo tutti alla manifestazione commemorativa a Reggio Emilia il 7 luglio ore 17.30 Parco del Popolo (Piazza Martiri)

COMITATO ANTIFASCISTA E PER LA MEMORIA STORICA –  PARMA
POPOLO VIOLA di PARMA

“Per i morti di Reggio Emilia” di F. Amodei cantata dal Canzoniere delle Lame di Bologna

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