L’amministrazione comunale ha perso ogni contatto con la realtà cittadina

-di Marcello Frigeri, Settimanale Zerosette –

Dispiace dirlo, ma ai Portici del Grano li stiamo lentamente perdendo: ormai il distacco dalla realtà cittadina non fa più notizia, e ogni gior-no che passa, solidale con la politica che porta avanti da due anni a questa parte, l’amministrazione comunale scrive pagine da romanzi fantascientifici. E cioè oltre i confini della follia. Ma gli smaliziati ne sono ben consapevoli: il giochetto funziona fino ad un certo punto, poi la gente si stanca. Ed esplode.

Lo stato comatoso e irreversibile di Piazza Garibaldi è cominciato con l’arrivo dei militari. Per carità: carini con quella divisa mimetica e il cappellino di traverso. Ma il risultato è tanta immagine e poca sostanza. Mica colpa loro: lo sanno pure i muri che Parma non ha bisogno di soldati che pattugliano. D’altra parte ne è consapevole pure l’assessore Fecci, che al loro arrivo ha rilasciato un commento memorabile: “Con l’arrivo dell’esercito la Polizia Municipale potrà dedicarsi (…) ai controlli per il rispetto del codice della strada con particolare riferimento alla guida in stato di ebbrezza”. Beninteso: servivano i militari per intensificare il controllo delle strade; ricordando inoltre che “Parma (…) è ancora una città abbastanza sicura”. Appunto. Però eccoli lì, pattugliare nonsisacchè. Viva l’immagine e non la sostanza. Ormai Vignali è così distaccato dalla realtà, che come cavallo di battaglia della sua politica utilizza termini come “dialogo e confronto” (vedi Parma Civica). Ma oggi chi si lamenta dell’amministrazione polemizza proprio sulla “mancanza di dialogo e di confronto”: “tutti siamo d’accordo sulla necessità di riqualificare [si parla di via Bixio, ndr] – scrive infatti una lettrice a Parma Repubblica – ma il Comune ha deciso di pedonalizzare e calare il numero dei bus senza interpellare i cittadini”.

Si vede che a Parma vivono due sindaci: Vignali 1 e Vignali 2. Vignali 1 esalta il dialogo tra amministrazione e parmigiani per una sana convivenza. Vignali 2 manda la forza pubblica ad occupare via Bixio nel caso si minacciassero improbabili rappresaglie (mai avvenute). Vignali 1 parla di civismo e idee per la gente. Vignali 2 sposta l’edicola storica dell’Oltretorrente perché deturpa la vista della chiesa dell’Annunziata. Poi installa un gabbiotto inutile della polizia davanti alla chiesa dell’Annunziata. Però quello non deturpa la vista. Infatti se chiudiamo gli occhi e facciamo finta che non ci sia, riusciamo a vedere solo l’Annunziata. E poi non è colpa del sindaco se hanno sbagliato gabbiotto: lui l’aveva espressamente richiesto di un materiale invisibile. Vignali 1 promuove il bilancio partecipativo tra Comune e cittadini come strumento efficace di gestione pubblica.

Una sorta di incontro e confronto tra parmigiani e amministrazione per parlare dei progetti futuri della città. Vignali 2 lo pensa come un contentino. Infatti all’articolo 2 del bilancio partecipativo sta scritto che vengono messi al voto i progetti in base alla “coerenza con le strategia dell’Ente”. Come a dire: voi proponete, poi decidiamo noi. Ma se piace o non piace un progetto “partecipativo”, questo non lo dovrebbe decidere anche la città? E poi il tema ordinanze: prima ne firma una ad quartierem per piazzale Inzani, dove oggi chi beve un bicchiere di vino è un attentatore del buon costume ed è costretto a pagare una multa di 300 euro (se beccato durante l’atto sovversivo); poi in materia di buon costume ne firma un’altra: “in un’area all’interno del centro storico (…) si è consolidato un evento qualificato come ‘movida’ [ma và?]; (…) la coesistenza dell’evento (…) si è rilevata problematica, come risulta dai numerosi e ripetuti esposti che hanno interessato anche i mezzi di informazione [cioè risulta a tutti meno che a lui]”. Ecco, la gente si lamenta di questo sconosciuto evento chiamato “movida”. Allora via all’ordinanza: chiusura dei locali dopo l’1.30 (il venerdì e sabato), tutti gli altri giorni la chiusura è fissata alle ore 00.30. Cioè: nei giorni in cui la movida fa il pienone, si chiude più tardi, così la gente che deve andare a letto non va a letto. Tutti gli altri giorni, quando di gente non ce n’è, un’ora prima. Mentre una seconda ordinanza obbliga gli esercizi commerciali a spegnere tutte le “emissioni sonore” entro le ore 23.30. Tv, radio, musica: tutto spento alle undici e mezza di notte.

Però l’alcol lo si può vendere fino all’1.30, così quando non ci sarà più musica dopo le 23.30, la gente potrà stare tranquillamente all’esterno dei locali a sbevacchiare e a schiamazzare ancora per due ore. Ma allora qual è il problema, lo schiamazzo o la musica? Si capisse qualcosa. Si chiama soluzione-Vignali-per-il-buon-costume. Quindi rallegratevi, voi di piazzale Inzani: nel caso abbiate voglia di un bicchierino e di qualche schiamazzetto, accorrete tosto in via Farini. Lì si narra infatti che ci sia un ritrovo di free-drinkers che, pensate un po’, possono bere più di un bicchiere senza che vengano considerati degli attentatori. Firmato “il sindaco Vignali”. Chissà l’emozione quando un giorno lo vedremo sbucare fuori da Portici del Grano con lo scolapasta in testa e brandendo il Mocio Vileda.

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