Veronesi e il fascino irresistibile del neutrone

-di Derek Jones, coordinatore di Libertà e Giustizia Bologna-

Caro Professor Veronesi,

Ho letto l’articolo su La Repubblica in cui viene intervistato da Dario Cresto-Dina.
Non intendo intervenire sulle questioni politiche che riguardano le sue scelte, ma siccome, nella mia opinione, i suoi interventi sugli aspetti tecnico-scientifici comprendevano degli errori, accludo qui sotto qualche commento con le fonti delle varie informazioni sperando così che tutti possiamo essere meglio informati.

Infine, dal punto di vista puramente economico della questione, non conosco nessuno che intenda investire i propri soldi nel nucleare. Qualcuno intende farlo coi soldi del contribuente togliendoli alla sanità, alla scuola, all’università e alla ricerca, perfino con la promessa di pagare i consorzi anche se le centrali alla fine non verranno realizzate.

Ognuno faccia la sua scelta, ma lo scienziato è obbligato, oltre il condivisibile fascino per il neutrone, a guardare anche i dati sperimentali disponibili.

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UV: Sono a favore del nucleare da sempre. Non da oggi, non da pochi mesi

Moltissimi di noi, scienziati e non, eravamo “a favore del nucleare” anche da bambini quando bevevamo del latte con livelli di Strontium 90 innalzati dopo l’incidente nel 1957 a Windscale (oggi rinominato come Sellafield). Da allora la nostra conoscenza del mondo, anche attraverso i dati empirici degli effetti delle nostre azioni, si è arricchita.

DC-D: Perché non ha dubbi sul ritorno del nucleare?
UV: Sono uno scienziato, la scienza smonta le paure. Mi affascina il pensiero che un neutrone scagliato contro un atomo di uranio possa far scaturire una quantità di energia così gigantesca da risolvere buona parte del fabbisogno energetico del mondo. Il nucleare può affrancarci dalla dipendenza dal petrolio, un giogo che ha scatenato sanguinosi conflitti. Una fonte dannosa alla salute dell’uomo e a rischio di immensi disastri ambientali come dimostra la recente catastrofe alla BP.

Non ci sono dati che possono sostenere questa affermazione sull’affrancarci dalla dipendenza dal petrolio. La Francia attualmente ha in funzione ben 57 centrali nucleari che producono ca. il 70% dell’energia elettrica del paese, eppure il consumo pro capite di petrolio in Francia e più alto che in Italia.
Sanguinosi conflitti anche per l’uranio ci sono già stati e se comincia a crescere la richiesta ce ne saranno altri. La Francia ha già “ri-colonizzato” il Niger per aver accesso alle miniere dell’uranio nel suo territorio.
Il Golfo: Non è il petrolio che ha la colpa del disastro bensì la deregulation. Tale deregulation per le operazioni di drilling nel mare, che ha portato al disastro BP, ora viene proposta per le centrali nucleari.

DC-D: Nessuna alternativa?
UV: “In questo momento no. Per il solare ritengo sia necessaria una politica di grandi investimenti nella ricerca oggi non attuabile. Le potenzialità del solare sono molto elevate, ma la tecnologia è in ritardo e i soldi per accelerarla non ci sono”.

L’energia elettrica dalle quattro centrali nucleari proposte dall’attuale governo, se va tutto secondo i piani, comincerà essere erogata nel 2020. Ma, le centrali nucleari sono tristemente note per i ritardi nella consegna e gli aumenti dei costi rispetto alle previsioni nella fase progettuale.
Attualmente, la centrale Okliluoto 3 in Finlandia viene costruita su un sito dove ci stanno già altre due reattori in funzione che comporta dei vantaggi pratici per la costruzione della terza. La consegna “chiavi in mano” era prevista per Maggio 2009 ma non sarà in linea prima del 2013. Vedi: Start-up of Finnish EPR pushed back to 2013 (World Nuclear News, 8th June 2010). I costi originali previsti (€3 miliardi) già in maggio 2009 erano diventati “almeno 50 per cent in più”. Nessuno osa a mettere una cifra definitiva. Siamo comunque a circa il costo del Ponte sullo Stretto di Messina. Su Okiluoto 3: More than 4,100 people from 60 countries are working 24 hours a day to complete the Finnish plant, which has been designed to withstand a direct hit from a commercial airliner.(Business Times online). Certo non sara’ possibile costruire dei pannelli fotovoltaici a prova di un direct hit from a commercial airliner(!) Perchè i soldi per quattro di queste centrali nucleari, a prova di impatto di un aereo di linea, ci sono ma non per il solare? E il tempo? 2020? 2024? Non sembra certo una “accelerazione”.

Negli ultimi anni in Italia, la potenza istallata è cresciuta dal 96 GWatt (2006) ai 107 di oggi (vedi Terna, IMPIANTI DI GENERAZIONE) la maggior parte da energia rinnovabile. Quest’aumento della potenza istallata costituisce una quantità doppia delle 4 centrali nucleari proposte ad una frazione dei costi.
Attualmente in Italia, durante le ore notturne, l’energia elettrica viene erogata ad alcuni enti gratuitamente perchè c’è una effettiva sovrapproduzione. Il fabbisogno di energia elettrica in Italia in tempo reale è disponibile dal gestore della rete italiana Terna. Il picco del fabbisogno raggiunto in Italia è di 57 GWatt.
Il costosissimo (4 Ponti sullo Stretto) e lontanissimo (dal 2020 in poi) ritorno all’energia nucleare ci darebbe appena 5 GWatt in più.

DC-D: Che cosa risponde all’opposizione degli ambientalisti?
UV: “Sono molto influenzato dalla matematica e dalla fisica, mi sono battuto perché le innovazioni nella fisica fossero introdotte nella medicina e nelle terapie per la cura del cancro. Non mi nascondo certo che la costruzione di centrali nucleari sia un’altra cosa, sia materia delicatissima e non priva di rischi, ma il pericolo di un incidente, l’unico per la salute connesso al nucleare, è ormai vicino allo zero. Credo che questa sia un’opinione condivisa dalla maggior parte degli scienziati”.

Non esiste alcun dato che quest’opinione “viene condivisa dalla maggior parte degli scienziati”.
Per esempio, l’Associazione americana Physicians for Social Responsibility (PSR, Premio Nobel per la Pace 1985) non hanno dubbi sulla questione della cosidetta “Renaissance” del nucleare e hanno un progetto per “Safe Energy” chiamato Nuclear Bail-out. L’energia nucleare viene considerata dai PSR come anti-economica, inquinante e insicura ed una minaccia alla salute pubblica

Fonte: http://www.libertaegiustizia.it/2010/07/26/veronesi-e-il-fascino-irresistibile-del-neutrone/

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