Auditel: 5 milioni per Santoro che manda Masi ”a vaffa…”

-di Michela Rossetti-

Quasi 5 milioni di telespettatori per il ritorno in video di Annozero e di Michele Santoro, per una puntata che – ne siamo certi – lascerà il segno.

I dati Auditel certificano, per l’esattezza, una media di 4.874.000 spettatori (19,63% di share), che fanno del programma di Santoro il secondo tra i più visti di ieri sera dopo I Cesaroni di Canale5, che fanno segnare 5.258.000 spettatori (19,76% di share).

“Avevamo detto che tornavamo il 23 settembre, e il 23 settembre – come promesso – siamo qui. Anche se un pò ammaccati”.

Ha iniziato così, ieri sera, Michele Santoro, nell’anteprima della prima puntata di Annozero, titolata suggestivamente “libertà”. E più che un’anteprima della puntata, come è successo anche in altre occasioni, si tratta di un vero (e lungo) sfogo (qui potete vedere il video completo). Senza sconti a nessuno.

Si inizia con Berlusconi, che “non sopporta molto quelli che gli stanno in piedi davanti, come Gianfranco Fini”.

Gli spot mai andati in onda

Si prosegue con gli spot della trasmissione mai andati in onda, se non pochi giorni fa: “Siamo qui anche senza gli spot, perchè il più grande spot siete voi, e il grande passaparola sul web”.

Ancora, ecco che il discorso va sui contratti “mancati” di Mauro e Travaglio, “che visto che volevano partecipare, lo hanno fatto gratis”.

Ma soprattutto, lo sfogo di Santoro si esprime con la metafora dei bicchieri. E colpisce dritto dritto il direttore generale Rai, Mauro Masi, con un epocale “ma faffan..bicchiere”.

La replica di Masi: “Inaccetabile”

E Masi, puntuale, replica. Nella nota, letta subito dal Tg2, definisce “inaccettabili” le parole di Santoro, chiarendo che le conseguenze si valuteranno in tutte le sedi opportune.

”E’ molto grave che Santoro nella sua spasmodica e anche un po’ ridicola ricerca della provocazione fine a se stessa rivolga al capo azienda frasi inaccettabili, bugiarde e mistificanti”.

E aggiunge: “Lui si ritiene più uguale degli altri e svincolato dalle leggi anche quando ne chiede continue deroghe, o quando chiede contratti ad personam.

E’ evidente che la questione dovrà essere affrontata in tutta la sua gravità in Consiglio di Amministrazione della Rai al più presto”.

La metafora dei bicchieri

Il conduttore si è rivolto direttamente non agli italiani di destra, ma ai più accaniti fan del presidente del Consiglio Berlusconi.

“Mi rivolgo a voi – spiega – perchè siete uomini del fare, uomini d’azieda”.

Il conduttore chiede quindi di pensare a lui non come Santoro, ma come a un semplice disegnatore di bicchieri. “Io con la mia attività – prosegue – produco 41 milioni di euro. Tolti i costi: 14 milioni di euro di utili”.

“Io credo che posso essere antipatico – ha aggiunto – ma questi bicchieri, visti i risultati, meglio produrli. E invece l’azienda (ndr: la Rai) che fa: blocca la pubblicità del programma, blocca i mezzi e fa mancare il contratto a due dei miei principali collaboratori, che se vogliono fare il programma devono lavorare gratis”.

Il “vaffa” a Masi

Poi ha parlato dell’incontro con il direttore generale della Rai.

Lo definisce “megadirettore” e si dice un pò intimidito quando lo incontra, quasi come Fantozzi.

Quindi le richieste di Masi. “Vuole che i miei bicchieri, con un solo colpo di coltello, facciano sia ‘tin’ che ‘tan’. ‘Tin’ come il giustizialismo di Travaglio, e ‘tan’ come il garantismo di Sgarbi”.

Santoro spiega che non è possibile, che l’importante è che nel negozio ci siano bicchieri di tutti i tipi. Altrimenti è come in Unione Sovietica, dove tutto era uguale.

La “traduzione”? Il giornalista si riferisce all’idea di Masi di affiancare a Travaglio un opinionista di diverso orientamento. Come potrebbe essere, appunto, Vittorio Sgarbi.

La metafora dei bicchieri

Quindi, ecco la domanda di Santoro ai “fedelissimi” di Berlusconi: “Ma voi che siete imprenditori, se vi dicono che tutti i bicchieri, anche quelli della vostra azienda, devono tutti avere il marchio ‘libertà’, ex ante, altrimenti non vanno in commercio, voi cosa gli dite”?

La risposta, targata Santoro, eccola qui: “Che sia l’azienda, il direttore, l’autorità, voi gli direste mavaffa…maffanbicchiere, no”?

Ora, ma qui siamo nel dietrologismo, i bicchieri della “libertà” ricordano l’omonimo partito, quello della Libertà. Ma quello che è certo è che l'”ex ante” si riferisce al controllo preventivo di tutte le trasmissioni che Masi voleva imporre con la famosa circolare. Quindi, il direttore, ma anche il governo, mandati “a vaffa”, chi saranno mai?

Si inizia: “Scacco al premier”

E con una premessa così, si inizia. La puntata – intitolata “scacco al premier” prende il via con il dossieraggio contro Gianfranco Fini. E cerca di tracciare gli scenari futuri dopo lo scontro tra finiani e Pdl.

Ospiti in studio: Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera; Roberto Castelli della Lega Nord, il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro, e Aldo Cazzullo del Corriere della Sera. In collegamento: Beppe Grillo. Che ce n’ha per tutti: Da Veltroni che “dovrebbe andare a lavorare” a Berlusconi, “un vecchietto di 74 anni che ha preso di fatto l’11% di consensi e ha un psrtitino di terza categoria”.

Le vignette di Vauro: video

C’è Travaglio, e c’è – naturalmente anche – Vauro. Che entra in studio vestito con una tuta spaziale. Sì, il richiamo è per lo spot auto-prodotto “odissea nello spazio”.

La satira, come sempre pungente, non risparmia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma questa volta è pura par condicio, perchè nella matita del vignettista entrano anche Di Pietro e Vendola.

Davvero esilarante questa serie di Vauro. Con tutti i personaggi della politica (dal Tulliano-Fini al Trota-Bossi) descritti come personaggi-tipo di ipotetiche galassie.

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