Ecco il Berlusconi-show

-di Aldo Grazia-

POLITICA. Stasera il premier illustrerà il piano di rilancio del suo governo. I finiani ritrovano un po’ di coraggio dopo il timido messaggio del presidente della Camera: «Quel documento deve essere condiviso».

E finalmente è arrivato il grande giorno. La tensione a Montecitorio è quella delle grandi occasioni. Eppure nessuno sa come si concluderà il dibattito sul discorso che Silvio Berlusconi terrà domani alla Camera e dopodomani al Senato. La maggioranza, fino a ieri mattina, non aveva infatti escluso la paradossale ipotesi di non chiedere né il voto di fiducia né il pronunciamento su una risoluzione relativa ai cinque punti su cui Berlusconi si impegnerebbe a rilanciare il governo (giustizia, federalismo, immigrazione, Mezzogiorno e sicurezza).  A rompere gli indugi è stato Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e libertà, che intervenendo in serata nella trasmissione televisiva Porta a Porta ha avanzato una richiesta: «Non si è mai vista una maggioranza in cui due gambe su tre preparano un documento e l’altro pezzo legge, sente e vota senza aderire. È indispensabile  perciò un vertice di maggioranza».

Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, presente nella stessa trasmissione, ammette senza perifrasi: «La maggioranza non ha ancora deciso a proposito». Risulta surreale che Pdl e Lega, dopo mesi di scontri e duelli tra berlusconiani e finiani, possano pensare che il presidente del Consiglio parli alle Camere senza chiedere la verifica della propria maggioranza e senza alcuna consultazione con Futuro e libertà.

Gianfranco Fini, in chiusura del suo discorso di sabato sera via internet, aveva  rivolto un esplicito invito alla maggioranza: «Riprendiamo il confronto: duro come è giusto che sia, ma civile e corretto. Gli italiani si attendono che la legislatura continui. Mi auguro che tutti a partire dal presidente del Consiglio, siano dello stesso avviso. Se così non sarà, gli italiani sapranno giudicare». I finiani non sono però disposti, come ha spiegato Bocchino in tv, a dare via libera a Berlusconi senza alcuna contropartita. Pdl e Lega tentennano sull’accoglimento di questa richiesta perché il coinvolgimento dei finiani nella stesura di una risoluzione equivarrebbe a riconoscere che il governo ha tre gambe politiche e non più due (bisognerebbe poi contarsi al momento del voto). Da qui il diktat del capogruppo finiano a Montecitorio: «Berlusconi deve decidere se la risoluzione è il frutto solo di un vertice di maggioranza parlamentare o dell’asse Bossi-Berlusconi».

In ogni caso, il regolamento della Camera dà la possibilità all’opposizione di presentare proprie risoluzioni sulle comunicazioni del governo. L’Idv potrebbe illustrarne una di poche righe per proporre la non approvazione del discorso di Berlusconi. Il Pd potrebbe presentarne un’altra più articolata, incentrata sui temi trattati dal premier. Entrambe andrebbero ai voti. Ecco perché non sembra reggere lo scenario davvero paradossale di comunicazioni da parte del premier che scivolano via come se nella maggioranza non fossero volati per mesi stracci, coltelli e dossier (la vicenda della casa di Montecarlo agitata contro Fini dai giornali più vicini a Berlusconi).

L’asticella da saltare per il presidente del Consiglio è costituita dai 316 voti da ottenere alla Camera (la maggioranza è più salda al Senato) senza l’apporto dei finiani, che così non risulterebbero decisivi per il prosieguo della legislatura.

Ai margini di manovre e manovrine, c’è da segnalare una battuta di Umberto Bossi, pronunciata in una festa leghista, sull’ipotesi che il Gran premio di automobilismo che spetta all’Italia possa cambiare sede: «Monza non si tocca e a Roma possono correre con le bighe. Basta con la sigla Spqr. Io dico Sono Porci Questi Romani». A replicare è Angelo Bonelli, presidente dei Verdi: «Stiamo organizzando una raccolta di firme per chiedere a Bossi un risarcimento collettivo di milioni di euro. Si tratterà di una sorta di class-action cittadina. È indegno che un ministro della Repubblica italiana si esprima in questo modo. Tutti i cittadini romani potranno contattarci sul nostro sito web www.verdi.it per firmare la richiesta di risarcimento collettivo».

A tono ha risposto anche il sindaco della Capitale Alemanno: «Questa volta Bossi ha superato il segno. Chiederò un intervento del premier». Berlusconi però, almeno oggi, avrà altro a cui pensare.

Fonte: http://informarexresistere.fr/ecco-il-berlusconi-show

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