Bimbo vittima di abusi fatto manifestare a favore del suo aguzzino?

-di Massimiliano Frassi, Associazione Prometeo Plus-

Fatti.
Da sempre qua li riportiamo, scremandoli, analizzandoli, verificandoli.

Oggi, eccezione alla regola, riportiamo una voce. Che se confermata, richiede un intervento istituzionale: immediato.
Partiamo da lontano (che poi così lontano non è), con un esempio: Fingiamo di essere NOI, vittime di un abuso. E di avere pochi anni, esseri quindi ancora bambini.
Nessuno ci crede. Abbiamo paura. L’abusante è un nostro caro (padre, amico, zio, parroco, maestro, fate voi, la gamma è ampia), a cui siamo affezionati, “innamorati” direi nell’accezione più ampia del termine e che invece ad un certo punto si rivolge a noi con comportamenti che non consociamo, non capiamo. Ma che ci disturbano. E spesso, ci segnano, per gli anni a venire.
Fingiamo sempre che, ad un certo punto, ne parliamo con qualcuno. Una maestra. Una sorta di mamma-bis, di cui ci fidiamo e dal cui sguardo capiamo potrà arrivarci quel aiuto altrove negato. Rimosso. Silenziato.
E la mamma-bis, insieme alla sue colleghe, approfondisce il tutto e si rivolge alle forze dell’ordine. Che sanno come lavorare e memori di fatti simili accaduti altrove ed andati a favore dei carnefici, fanno le dovute intercettazioni. Che ci riprendono. Mentre piangiamo. Mentre stiamo male. Mentre “lui” (padre, amico, zio, parroco, maestro, fate voi, la gamma è ampia) ci obbliga ad avere dei rapporti orali.

La Polizia interviene. Le favole ci hanno insegnato che il bene vince ed i cattivi vengono puniti infatti “lui” finisce in prigione.

Ma il dramma non termina così, anzi, se ne apre un altro.

I suoi amici vengono a casa, urlano, dicono che non può essere vero ed io finisco in una piazza piena di gente, che dice che lui è buono, che i nostri erano giochi, che la nostra cultura vuole che si faccia così.

Io ho vergogna, ma soprattutto tanta tanta paura.

Tra qualche giorno un Giudice parlerà con me. Dicono che si tratti di “incidente probatorio”, ma io mica voglio fare un incidente, e se poi mi faccio male?!
Stanotte ho deciso. Al Giudice dirò che non è successo nulla, che erano appunto solo giochi, che da noi si fa così e poi a me piaceva farli quindi che male c’è Signor Giudice, l’hanno detto gli amici di papà che mi piaceva, vuole capirlo anche lei?!

E quelle immagini che lei ha visto e che non l’hanno fatta dormire per intere notti, sappia, signor Giudice, che mentono. Non dicono il vero.
Questo pezzo è frutto di finzione (…). Ma diventa verosimile, o ancora meglio, vero del tutto, se le “voci” che il bimbo vittima del padre albanese è stato portato in corteo, per manifestare a favore della scarcerazione di chi gli avrebbe fatto del male.

E su questo fatto è il caso che le autorità, se già non lo stanno facendo, intervengano. Poiché siamo ad un passo dal legittimare la pedofilia. Che per qualcuno, invece, già legittimata pare lo sia.

Nota: gli albanesi di Reggio Emilia annunciano di portare in piazza “un milione di connazionali” la prossima domenica. La sorella di Pino La Monica fa sapere su Facebook che ci sarà pure lei.

Fonte: http://www.massimilianofrassi.it/blog/bimbo-vittima-di-abusi-fatto-manifestare-a-favore-del-suo-aguzzino.html

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