Parma come l’Italia: pulita sopra, sporca sotto

Parma per un gran numero di cittadini che la vivono e la abitano viene considerata come una città tranquilla, a misura d’uomo, pulita, accogliente, elegante, una specie di fiore all’occhiello del Nord Italia. Proprio come molti Italiani pensano solo ad esaltare le immense bellezze del proprio paese: il mare, il sole, le montagne, le differenze culturali all’interno di esso; non vedono gli enormi nei presenti nella Penisola, li considerano una sorta di folklore, di “italianità” intrinseca nel nostro essere. Non è quindi difficile notare un filo conduttore strettissimo tra la nostra città e il nostro paese. Parma è sì una città a misura d’uomo, ma non scordiamoci che il sindaco voleva distruggerla costruendo una metropolitana che avrebbe smantellato la natura della città stessa; Parma è sì una città pulita, accogliente ed elegante ma solamente di facciata, una città dove vige la politica dell’immagine.

Continuando a tessere questo filo conduttore, andando un po’ più a fondo si possono scoprire somiglianze ancora più eclatanti. Siamo nella città dell’omertà, dove si fanno le pulizie nascondendo la sporcizia sotto il tappeto così mamma non vede, ma la mamma in questo caso sono i cittadini stessi.

Il Comune sta producendo centinaia di milioni di euro di debito, proprio come fece Craxi e come sta facendo ora Berlusconi – ancora lo stesso filo conduttore -, nascondendoli e sparpagliandoli tra holding private di varia natura e non chiara trasparenza. Così facendo i cittadini non vengono a conoscenza dell’enorme peso che stanno accumulando sulle proprie spalle in quanto non sentiranno mai il richiamo di quegli enti istituzionali o di quelle statistiche nazionali aventi il fine di delineare il debito dei vari comuni; non sono a conoscenza di ciò che, un giorno, l’amministrazione Vignali – e precedenti –, li avrà costretti a pagare; purtroppo ignorano che migliaia di euro sono stati spesi per dipingere i bidoni dell’immondizia di rosso o per riverniciare le piste ciclabili, che milioni di euro vengono spesi nei vari progetti edilizi il cui solo fine è la speculazione. Analoghi sono i 500 milioni di euro spesi dal Presidente del Consiglio per i G8 di Sardegna e L’Aquila, mentre gli sfollati dormivano per strada o nelle tendopoli – sempre lo stesso filo.

La Giunta, come il Governo, pratica la politica dell’immagine, la politica del fare..comunicati, la quale corrisponde con la politica del nulla. Non si rende conto che c’è bisogno di integrazione, quella vera non quella da statistica e, ancora una volta, di facciata – ancora il medesimo filo. C’è bisogno di creare una città a misura di giovani universitari, i quali sono il vero cuore pulsante di Parma. La nostra città ha bisogno di vera sicurezza, non di dieci militari che passeggiano insieme a cinque carabinieri tra le strade del centro. Dov’è la sicurezza se a mezzogiorno in via Bixio viene effettuata una rapina a mano armata? Questa parola, sicurezza, che viene troppo spesso usata come sparata demagogica, deve associarsi con le parole socializzazione e integrazione tra le varie etnie e le varie generazioni, non con militarizzazione.

Basta con la politica dell’immagine da parte della Giunta e del Governo. Basta con la mancanza di proposte e riforme concrete, è ora di cambiare aria. È ora di rinnovare la città e il paese da questa puzza di vecchio.

Michele Pellerzi

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