Classifica della libertà di stampa 2010

-di Reporters sans Frontieres Italia-

L’Europa scende dal suo piedistallo, nessuna tregua nelle dittature

“La nostra ultima classifica mondiale della libertà di stampa contiene sorprese piacevoli, mette in luce realtà pesanti e conferma alcune tendenze,” ha dichiarato oggi Jean-François Julliard, segretario generale di Reporters sans frontières, in occasione della pubblicazione della nona edizione della Classifica. “Oggi più che mai, si vede che lo sviluppo economico, la riforma istituzionale e il rispetto dei diritti fondamentali non necessariamente vanno di pari passo. La difesa della libertà dei media continua a essere una battaglia, una battaglia di vigilanza nelle democrazie della vecchia Europa e una battaglia contro l’oppressione e l’ingiustizia nei regimi totalitari ancora sparsi per il globo.

“Dobbiamo salutare i motori della libertà di stampa, con Finlandia, Islanda, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Svizzera in testa. Dobbiamo anche rendere omaggio agli attivisti dei diritti umani, giornalisti e blogger di tutto il mondo che coraggiosamente difendono il diritto di parola. Il loro destino è la nostra preoccupazione costante. Ribadiamo il nostro appello per la liberazione di Liu Xiaobo, il simbolo della lotta per la libertà di parola in Cina, che la censura per il momento, riesce ancora a contenere. Noi mettiamo in guardia le autorità cinesi che prendono una strada dalla quale non c’è via d’uscita.

“E ‘inquietante vedere come molti paesi membri dell’Unione Europea continuano a scendere nella Classifica. Se non si marcia insieme, l’Unione Europea rischia di perdere la sua posizione di leader mondiale nel rispetto dei diritti umani. E se ciò dovesse accadere, come potrebbe essere convincente quando chiede ai regimi autoritari miglioramenti nel rispetto dei diritti umani? C’è bisogno urgente per i paesi europei di recuperare un comportamento esemplare.

“Siamo anche preoccupati per i provvedimenti più gravi adottati dai governi all’altra estremità della Classifica dove Ruanda, Yemen e Siria hanno raggiunto Birmania e Corea del Nord nel gruppo dei paesi più repressivi del mondo nei confronti dei giornalisti. Questo non fa ben sperare per il 2011. Purtroppo, la tendenza nei paesi più autoritari, non è quella del miglioramento “.

N.d.r. L’Italia è, come l’anno scorso, al 49° posto (a pari merito con il Burkina Faso) con 15 punti (peggiorata di 2,86 punti rispetto all’anno scorso dove aveva ottenuto 12,14 punti).

Per leggere tutta la ricerca 2010:

  1. Sommario generale della Classifica 2010 (in Italiano)
  2. Africa (in Inglese)
  3. Americhe (in Inglese)
  4. Asia (in Inglese)
  5. Europa (in Inglese)
  6. Medio Oriente e Nord Africa (in Inglese)
  7. La posizione di tutti i 178 Paesi (in Italiano)
  8. Mappa del Mondo
  9. Come è realizzata la Classifica (in Inglese)
  10. Questionario utilizzato per redigere la Classifica (in Inglese)
  11. Punteggi utilizzati per valutare i questionari (in Inglese)

Cliccare per leggere la Classifica del 2009

Fonte: http://rsfitalia.org/2010/10/20/classifica-della-liberta-di-stampa-2010/

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