Dimissioni di Berlusconi per falso in atto pubblico e inganno degli italiani

-di Paolo Farinella, prete-

Ha sempre negato l’esistenza stessa della crisi e ha sempre cianciato da bugiardo e ingannatore spergiuro che la crisi non esisteva, anzi che l’Italia stava meglio degli altri Paesi, e che tutto era alle spalle. Ora bisogna pensare alla crescita, e accusava di tradimento della patria chi avvertiva che il 2010 e 2011 sarebbero stati tragici per l’Italia, perché il governo, «in tutt’altre faccende affaccendato», (processo breve, lodo alfano-bis, intercettazioni e bavaglio alla stampa) non aveva preso alcun provvedimento, ed era fanalino di coda in tutte le statistiche internazionali.

Ora arriva il nobiluomo di sua santità, l’incrocio fra faccia di bronzo e faccia di stagno, Gianni Letta, e preannuncia sacrifici durissimi per tutti. Il bugiardo corruttore non fa una piega e sicuramente negherà di avere negato l’esistenza della crisi. Il ritornello per gli allocchi ( e sono ancora troppi) è: non metteremo le mani nelle tasche degli italiani, e scommetto la testa di Ratzinger che qualcuno gli crederà ancora, nonostante stiano preparando una manovra da uccidere una mandria di bisonti. Non mettono le mani in tasca, certo, perché gliele mettono in bocca e li svuotano dal di dentro come si fa con polli da riempire. Vediamo alcuni esempi di queste mani «non messe», ma infilate:

-1) Non si chiama condono, ma «sanatoria catastale» (che Dio li fulmini mentre sproloquiano) per due milioni di abitazione abusive: un ulteriore premio a chi ha infranto le leggi, devastato il territorio e ucciso la speranza della terra. Un premio ai delinquenti, parenti prossimi del bugiardo presidente.

-2) Tassa su raccordi autostradali: chi usa la macchina, avrà un salasso da non poco e se questa non è una tassa, sarebbe meglio che si sparasse in bocca il delinquente che ha avuto questa pensata.

-3) Non avranno l’assegno di accompagnamento gli invalidi veri oltre un reddito di 25.000,00 euro. Non solo gli invalidi devono ringraziare madre natura, ma anche questi immondi essere debosciati che succhiano quello che resta di poveri sventurati.

-4) Gli Statali hanno bloccato lo stipendio fino al 2013. Non si chiama tassa questa misura che falcidia le tasche dei cittadini in un momento drammatico di crisi che lo stesso governo ha alimentato e aggravato con le sue non scelte?

-5) Ai parlamentari viene preso un prelievo del 10%, ma attenti bene, dagli 81 mila euro in su: cioè fino ad 80 mila euro non pagano, dopo il 10% che significa solo su meno di 5.000 euro visto che tutte i benefit gratis sono esclusi e non conteggiati. Vi sembrano credibili, questi immorali affamatori del popolo italiano?

-6) La Gelmini e un «pensante» della destra propongono di allungare le vacanze fino al 30 settembre per favorire il turismo. Come volevasi dimostrare: vogliono una massa di ignoranti e schiavi da manovrare e manipolare. Invece di aumentare le ore di scuole e di portare la scuola a 20 ore al giorno per elevare il livello del sapere, questa manica di ignoranti, gradassi e leghisti e berluscloni cosa fanno: aumentano le vacanze. Loro non hanno problemi perché hanno la colf filippina in nero, il servo marocchino in guanti bianchi e d’estate i figli li mandano all’estero. Non sono come quei disgraziati di operai che magari hanno la sfacciata fortuna di lavorare ancora, magari padre e madre, e devono porsi l problema di dove mettere i figli perché la colf non la possono pagare nemmeno in nero, in grigio e in rosa.

-7) In altri tempi con queste misure, il governo sarebbe sprofondato sotto il fuoco dell’intero Paese, ma oggi non è così perché l’Italia è Brutta Addormentata nel bosco, drogata, ubriaca e stuprata e non ha nemmeno la speranza di sognare un principe che la svegli, perché attorno non vi sono che rospi venduti e comprati. Spero e prego che l’Italia affoghi in questo immenso mare di mota berlusconista, e forse così si renderà conto di essersi venduta «agratis» a un gradasso, spocchioso e ripugnante, corrotto e corruttore.

Finalmente il belato del prelato

Il cardinale Bagnasco, fresco di sindone, ha aperto i lavori della Cei in pompa magna, e cosa ha da dire? Ascoltiamo il passo saliente: «Dinanzi a questo scenario non possiamo da parte nostra non chiedere ai responsabili di ogni parte politica di voler fare un passo in avanti, puntando come metodo ad un responsabile coinvolgimento di tutti nell’opera che si presenta sempre più ardua». Tradotto dal clericalese significa: invito all’opposizione a non fare l’opposizione e a firmare a mani giunte i provvedimenti del governo e della maggioranza per evitare sollevazioni di popolo e disordini sociali.

Il presidente della Cei non ha detto una parola sulla vergogna di un governo che sta assassinando l’Italia e la sua unità; che ha favorito gli speculatori e i ladri; che ha difeso in parlamento e fuori i mafiosi e i camorristi e ‘ndranghetari; che non ha detto una parola sui guadagni del Berlusconi che stacca un assegno «MENSILE» di 300 mila euro alla moglie più il mantenimento della villa con 20 persone impiegate; che ha sperperato i soldi del G8 promessi all’Africa e che invece ha girato altrove gettandoli nel mare della delinquenza della Maddalena; che ha lasciato l’Aquila in braghe di tela (non si è più presentato dopo le carriole); che ha protetto nobiluomini di sua santità corrotti e debosciati; che sta ammazzando gli invalidi civili, quelli veri, con la scusa di levare di mezzo quelli falsi; che ha ingannato l’Italia dicendo che la crisi non è mai esistita, così come non sono mai esistite la mafia e la malavita organizzata.

Signor Cardinale, forse sarebbe bene che si dimettesse anche lei, magari insieme a Bertone, così in una botta sola ci leviamo di torno tre «B». Lei non ha detto una parola che sia una sulla legge bavaglio e sulla libertà di stampa che premia i delinquenti e il loro mandante: Berlusconi in persona. Possibile che su questa orrenda e antidemocratica legge, l’unica parola possibile che riesce a dire sia: «tutelare tutti i beni in gioco»? Tutto qui? Né più né meno? Così, con nonchalances? Come sono equidistanti i signori vescovi… Fanno tenerezza! Dobbiamo leggere che lei è d’accordo? Non mi stupirei, anzi sa cosa le dico: non mi stupisco di nulla, nemmeno se vedo il papa incinto.

Pro memoria al PD

La finta retromarcia di Angelino Jolie (cf Travaglio) sulla legge-bavaglio non è una vittoria del PD o di chi si vuole: è solo l’ennesima trappola di mafiosi senza scrupoli.

SULLA LEGGE-BAVAGLIO NON SI TRATTA: LA DEVONO RITIRARE. PUNTO. SENZA CONDIZIONI.

Paolo Farinella, prete

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