Debiti, indagini e denaro pubblico: adesso spiegateci tutto

-di Marcello Frigeri, Settimanale ZeroSette-

Parma come una piccola Italia. Spaccato di incoerenza, illegalità, debiti pubblici e di buone impressioni. Appunto: impressioni. Si aprono inchieste per corruzione, per abuso d’ufficio (dal 1996, causa furbetti parlamentari, “declassato” a solo reato patrimoniale, dunque delitto di facile archiviazione), per concussione e mazzette. Girano voci, in città ma anche tra le file dei consiglieri comunali, di appalti e gare poco limpide: c’è sempre, o quasi, qualcuno che fiuta faccende non troppo chiare. È il caso, per esempio, del consigliere Pd Pagliari che già sapeva il nome del vincitore dell’appalto del Piano Parcheggi 2008 ancor prima dell’inizio gara: quando si dice la combinazione. Ma Parma è una piccola Italia.

Delle lottizzazioni politiche, cioè la morte certa della meritocrazia, ne sappiamo qualcosa. Quante volte ci troviamo a riflettere su cariche pubbliche ricoperte da dirigenti “piazzati” non per merito ma perché ottimi alleati politici? C’è tutto, a Parma. C’è anche la camorra. Non grida, non spara. Peggio: sussurra. E così facendo aleggia in città come un fantasma: c’è o non c’è? Mistero. Ci sono anche le escort. Ecco: perché Parma non si faccia mancare proprio niente, perché sia davvero un piccolo spaccato di negatività italiana, c’era proprio bisogno delle mignotte. E le escort, ne sa qualcosa il Presidente del Consiglio, lanciano fango. Vignali è stato tirato in causa da una certa Nadia Macrì, ex donna a pagamento. Si dice (anzi, lei dice) che sia stata a letto con il Primo Cittadino con l’unico scopo di conoscere, un giorno, il premier Berlusconi.
Vignali, ovviamente, nega tutto. In questa faccenda di certo c’è solo un fatto: i due si sono conosciuti. Il resto è tutto da dimostrare.

E poi, infine, ci sono i debiti. Nel Palazzo del Potere, messi alle strette, ormai nessuno nega il buco dei conti pubblici. E non potendo ignorare la realtà i signorotti, ormai ridotti all’isterismo, non sanno fare altro che scaricarsi le colpe puntando il dito contro. “Una montagna di debiti sta soffocando Stt”, denuncia Civiltà Parmigiana. “Parma è seconda solo a Napoli per il rischio crack”, tuona ancora il leader Ubaldi, accusando Vignali di mentire ai cittadini. “Ubaldi non faccia il moralista, gran parte dell’indebitamento risale alle amministrazioni da lui guidate”, replica Villani. Che, si sa, non è il sindaco. Però si sente chiamato in causa. Forse che quando si parla di sindaco ombra (cioè Villani) alla fine non ci si allontana tanto dalla realtà.

E che dire, poi, del caso Mb e Tep spa, di quegli 8 milioni dirottati dalle casse della partecipata a quelle della commissariata? Che dire, poi, dei soldi del Governo non utilizzati per la metropolitana: dove sono finiti? E il caso Termovalorizzatore: ancora non è chiaro quanto sia la spesa totale (forse 210 milioni, forse di meno, o addirittura di più), del Piano Economico e Finanziario, cioè la somma delle spese e dei ricavi per la costruzione del Pai (denaro pubblico), non sappiamo nulla; l’assessore Sassi aveva promesso di chiarire l’imbarazzante situazione, eppure non è stato fatto ancora niente. La verità è che a Parma girano milioni di euro, tra appalti e società partecipate, ma non si conosce con esattezza la loro destinazione.

Si polemizza sulle colpe dei politici isterici, ma nessuno spiega a noi, alla città, come stanno le cose. E a proposito di parmigiani e del loro menefreghismo politico, mi viene in mente un recente film di George Romero, re dell’horror. In questo film gli umani, per sopravvivere, erano costretti a rifornirsi di cibo in città popolate da orde di morti viventi. Per scampare al massacro sparavano in aria razzi colorati, che servivano per attirare l’attenzione delle creature deformi. Gli umani facevano razzie di cibo e medicine sotto gli occhi disattenti dei carnivori, immobilizzati e ammirati dalle luci nel cielo. Poi successe che uno di questo mostri, un giorno come un altro, abbassò gli occhi, e si accorse dell’inganno degli umani. Cominciò a svegliare i suoi simili, come a dire: guardate, mentre noi siamo attirati dalle finte bellezze dei colori lassù, loro rubano sotto i nostri occhi. Ecco: forse i parmigiani dovrebbero distogliere gli occhi dal cielo, e svegliare chi sta ancora sognando.

Fonte: ZeroSette

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