Sulle strade dei Partigiani Cento passi di Resistenza

Domenica l’iniziativa voluta dal circolo culturale Materia Off, un tour cittadino sui luoghi simbolo della lotta partigiana. Evento “fuori stagione” e lontano dal 25 aprile, voluto da un non parmigiano che si chiede: “Possibile che un passato tanto straordinario non abbia lasciato segni nell’anima dei contemporanei?”

-di Marco Severo, parma.repubblica.it-

Dov’è Giordano Cavestro oggi? Dove le donne ribelli che spaventarono i nazisti nel ‘44? E il giovane Copelli, la sua fuga col cuore in gola? Nasce da domande così Cento Passi di Resistenza, un tour previsto domenica sui luoghi della lotta partigiana in città: dalle stamperie clandestine alla sede della Brigata Nera fino ai rifugi antibombe. Partenza alle 11 dalla statua del Partigiano, arrivo in borgo San Silvestro al circolo culturale Materia Off. William Gambetta, storico locale dell’età contemporanea, sarà la guida. “Possibile che nello spirito di Parma non restino tracce d’un passato tanto straordinario?” si chiede Guido Maria Grillo, promotore dell’iniziativa e gestore del Materia Off.
Lui che è originario di Salerno ha voluto, con la fidanzata Francesca Pisegna, questa passeggiata nella storia cittadina “dimenticata”. Un giro fuori stagione e antiretorico, lontano dalle celebrazioni del 25 aprile. E, soprattutto, pensato da un parmigiano d’adozione col suo sguardo difforme. La formula non è nuova, le motivazioni sì: lo stupore, più del protocollo istituzionale, spinge sui luoghi della Resistenza: “Mi guardo intorno e vedo una città profondamente diversa da quella che ho imparato a studiare” dice (per le prenotazioni, chiamare Grillo al numero 366.4343800). L’incontro con William Gambetta è stata una molla per Guido: “Dalle chiacchierate avute con lo storico – spiega – ho capito quanto sia carico di forza ideale il recente passato di Parma”. Da non lasciare sui muri quindi, nella toponomastica e basta.
Così in via Cavestro e altrove. Per esempio davanti al tribunale, dove nell’aprile ’44 250 parmigiane senz’armi affrontarono i nazifascisti. Vinsero per qualche giorno, i partigiani del distaccamento Griffith per un po’ furono risparmiati. Mamme e morose nulla poterono però alla fine, contro i plotoni d’esecuzione fascisti. Tra le vittime Giordano Cavestro, ammazzato a 19 anni. La processione laica si fermerà sotto la targa dedicata al giovane, accanto all’università. Così pure in strada Pisacane, dove i partigiani tirarono le prime bombe contro i nazisti la sera stessa dell’8 settembre ’43. Poi avanti in borgo della Cavallerizza, in ricordo di Eugenio Copelli catturato in un’osteria e abbattuto da un raffica dopo una breve fuga. Finale in piazzale della Pace, dove stava il monumento a Vittorio Emanuele II saltato in aria con una carica di tritolo nel ’46. Al suo posto, da allora, una delle statue più mastodontiche della Resistenza italiana: quella che lo scultore Mazzacurati dedicò – non senza retorica – alla figura del Partigiano. Sintesi assoluta d’una memoria che forse c’è ancora. E forse no.

Fonte: http://parma.repubblica.it/cronaca/2010/11/12/news/sulle_strade_dei_partigiani_cento_passi_di_resistenza-9048169/

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