Il pensiero del giorno: se a bestemmiare è il Presidente del Consiglio…

-di Marcello Frigeri-

Due consiglieri comunali del Carroccio si sono dimessi perché durante lo scorso Oktoberfest in Germania, seduti davanti ad un altare di una Chiesa, ubriachi, si sono lasciati andare a facile umorismo sacrilego di dubbio gusto. E c’era chi tra i presenti bestemmiava. Dunque immediate le dimissioni. Doverose. Berlusconi, qualche tempo fa, raccontò una barzelletta con finale blasfemo. Nessuno chiese le sue dimissioni, anzi: ci fu l’attacco per “l’uso politico di un filmato girato di nascosto”. Stessa situazione, con finale diverso, dunque. Forse che bestemmiare in Chiesa è blasfemo, ma bestemmiare fuori da luogo sacro non lo è? Forse che raccontare una barzelletta con bestemmia non è offensivo? Oppure le dimissioni valgono se a bestemmiare non è il Presidente del Consiglio. Un po’ come se a dimettersi è un prete perché “blasfemia”, ma non il Papa se impreca in egual misura. 

www.liberacritica.it

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