Occupate scuole e università A Torino bloccata la stazione

-di CORRADO ZUNINO, con la collaborazione di Sara Grattoggi-

Il ministro Mariastella Gelmini accelera sulla riforma universitaria, forzando tempi e regolamenti parlamentari. E nell’Italia attorno a Montecitorio, negli atenei ma anche nelle scuole medie superiori, cresce la protesta. Alla Camera al secondo giorno di discussione sul decreto legge il ministro ottiene l’accordo – probabilmente decisivo – con Futuro e Libertà. In un incontro mattutino i tecnici del ministero hanno rassicurato i finiani: il governo farà propri i due emendamenti proposti da Fli e troverà i soldi per finanziarli. Primo: ripristino degli scatti d’anzianità. Secondo: trasformazione di una parte dei vecchi ricercatori in associati. Futuro e Libertà avrebbe poi ottenuto l’abrogazione dell’articolo che rende il ministero dell’Istruzione subalterno al ministero dell’Economia. “Il governo non mette la fiducia e ci ha assicurato che finanzierà il ripristino degli scatti al 50% – ha detto Fabio Granata – o ci asterremo o voteremo a favore della riforma Gelmini”. In verità, sostiene il Pd, alla commissione Bilancio della Camera ci sono solo 18 milioni per gli scatti dei neoassunti. I soldi restano il problema di questo contestato decreto legge.

LE IMMAGINI: LA PROTESTA IN TUTTA ITALIA 1

Con l’appoggio – o la non ostilità – dei 36 deputati finiani il governo sembra tranquillo sull’approvazione entro giovedì di una riforma

per la quale la maggioranza ha presentato 34 emendamenti e l’opposizione 400 (230 solo del Partito democratico). E in questa accelerazione impetuosa, il 9 dicembre è previsto il secondo esame al Senato per il via libera definitivo. Quindi, la riforma Gelmini potrebbe diventare legge con la sessione di Bilancio in chiusura e prima del voto di fiducia al governo del 14 dicembre.

Il mondo della conoscenza ha accolto l’accelerazione politica sull’università accelerando la sua protesta. I ricercatori, che da tre mesi di fatto bloccano 40 atenei su 66, hanno scelto di salire in massa sui tetti delle facoltà. E’ accaduto innanzitutto all’università di Salerno dove, sotto una pioggia battente, ricercatori e studenti hanno occupato il Rettorato del Campus di Fisciano. Il rettore ha chiesto l’intervento della Digos. Poi a Roma, Fontanella Borghese, sede di Architettura: in trenta della Rete 29 aprile, l’Unione degli universitari 2 e la Rete dei precari hanno montato tende sul tetto e srotolato striscioni contro la Gelmini: “Occuperemo ad oltranza, chiediamo il ritiro del disegno di legge, non è emendabile in alcun modo”. Con loro si è affacciato il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero. Alla Sapienza – che ad ottobre fece registrare la prima occupazione d’Italia – sono stati presi i dipartimenti di Fisica, Ingegneria, Igiene e Scienze Politiche.

Sul ballatoio della Statale di Milano altri ricercatori in protesta e nel pomeriggio presa delle aule e dei terrazzi del Palazzo Nuovo di Torino, sede delle facoltà umanistiche. Un’assemblea con settecento persone ha scelto  –  dopo aver liberato il Politecnico di Torino a metà ottobre e in queste ore Palazzo Campana – l’occupazione dell’ateneo letterario. E a metà pomeriggio un gruppo di studenti è tornato a bloccare i binari della stazione di Porta Nuova. Un gruppo ha persino tentato di fermare un treno veloce Frecciarossa che aveva già iniziato la sua corsa. Sempre a Torino gli studenti medi hanno fermato l’attività in nove scuole: i classici D’Azeglio, Cavour e Gioberti, gli scientifici Copernico e Gobetti, Volta e Giordano Bruno, il liceo europeo Spinelli, l’istituto professionale Gobetti-Marchesini.

A Palermo, dove a inizio Novanta nacque il movimento della Pantera, la febbre è in crescita: ventun istituti sono in stato di agitazione, altri diciassette – gli “Studenti in movimento” – si sono dissociati dai Collettivi. Dopo il Rettorato della Facoltà di Scienze politiche preso (e rilasciato) al giro del 14 ottobre, in queste ore Lettere è stata nuovamente occupata. Blocco dell’attività nella facoltà di Scienze. Maratona di lezioni – e qui ci stanno anche i prof – a Farmacia, Medicina e Ingegneria. Gli studenti del liceo classico Garibaldi hanno invaso la loro succursale. Ancora, blocchi agli scientifici Cannizzaro ed Einstein, agli artistici Catalano, Regina Margherita e Almeyda, al tecnico Pareto. Occupazione bianca (per non saltare le lezioni) al classico Meli: lezioni la mattina, assemblee il pomeriggio e quindi presidio notturno degli studenti. Al classico Umberto I nei giorni scorsi la reazione del preside era stata dura: richiesta di sei in condotta per sedici maggiorenni e segnalazione di massa alla Digos (ci sono stati anche tre fermi). Due le facoltà occupate a Catania: Lingue e Lettere (quest’ultima sgomberata).

A Bologna si sono fermati lo scientifico Sabin e il commerciale Rosa Luxembourg: ottomila volantini per invitare al “No Gelmini day” di giovedì. A Roma in questa ondata tardo autunnale la protesta è scesa alle superiori e una decina di scuole ora sono occupate a corrente alternata: l’istituto superiore di Stato Machiavelli (appena liberata la sede distaccata), poi licei famosi come il Virgilio di via Giulia: hanno invitato a parlare Roberto Saviano. Poi ci sono il Talete, il Manara, il Tacito, il Platone. Il Colonna, il Mamiani e il Visconti sono stati fermati solo per due giorni, trasformando poi la protesta in lezioni alternative concordate con gli insegnanti. Occupazione conflittuale all’Avogadro, al centro di una battaglia tra Forza Nuova (blocco totale) e l’autogestione della sinistra.

A Milano docenti e ricercatori della facoltà di design del Politecnico hanno organizzato una notte “no stop” di mostre, incontri e concerti al campus della Bovisa. Tra Milano e provincia sono stati occupati i licei scientifici Volta e Cremona, così l’artistico Tenca. Autogestioni al Da Vinci, al Virgilio e al Parini. All’università di Pisa, liberato il rettorato preso in ostaggio il 13 ottobre, prof e studenti hanno deciso di sospendere per oggi l’attività didattica. E ci sono riusciti visto che nel pomeriggio sono state occupate le facoltà di Scienze, Scienze Politiche, Lettere e Ingegneria. A Firenze nella notte gli studenti sono entrati nella sede del Polo scientifico di Sesto Fiorentino e di un dipartimento di Matematica. Al plesso di via Morgagni è prevista una maratona di lezioni in notturna con docenti delle facoltà di Ingegneria, Scienze, Medicina e Farmacia.

All’ateneo di Pavia oggi è stato occupato il rettorato mentre in cortile si è costruito – con elmetti in testa e stivaloni ai piedi  –  un castello dell’Altrariforma fatto di cartoni. Anche il rettore ha indossato l’elmetto giallo. Tredici scuole triestine e la facoltà di Lettere di Trieste sono state liberate dopo le pressioni della Digos e alcune concessioni ottenute dal provveditorato. Alla Politecnica Marche di Ancona gli studenti seguiranno le loro sorti alla Camera in diretta web, su maxischermii. Palestre occupate a Livorno, istituti superiori in provincia di Cagliari, quindi scuole di Empoli, Lucca, Prato. In serata, gli studenti dell’università di Macerata hanno occupato l’aula di Filosofia.

L’agitazione ha contagiato la maggior parte dei 66 atenei pubblici e almeno 200 scuole superiori. Assemblee straordinarie, didattica alternativa, autogestioni tout court. La Retescuole sta organizzando una raccolta di firme anti-riforma da portare al presidente della Repubblica. Domani presidio a Montecitorio dei ricercatori, hanno già aderito la Rete degli studenti universitari e la Cgil: “Assediamo il Parlamento”. Il suo segretario, Mimmo Pantaleo, dice: “Pieno sostegno alle occupazioni di atenei e scuole”. Sabato il sindacato porterà in piazza anche il mondo della conoscenza.

Fonte: http://www.repubblica.it/scuola/2010/11/23/news/proteste_scuole-9408935/?ref=HREC1-3

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