Inceneritore, Gcr: “L’alternativa c’è, non inquina e non costa 193 milioni”

“Tutti i cittadini devono sapere, devono essere consci di quanto andranno a spendere per un impianto che non solo non risolve il problema dei rifiuti, producendo a sua volta 40 mila tonnellate di rifiuti all’anno, ma crea una emissione di inquinanti imponente quanto preoccupante, ad esempio 3,2 tonnellate di Pm-10 in più ogni anno, sparse per il nostro martoriato territorio. Ma è sul problema dei costi che in questi giorni si è scatenata la bagarre tra Iren, Provincia, Comune di Parma, una ridda di detto e non detto che fa evincere un dato impressionante.

Stiamo per spendere minimo 193 milioni di euro, ma alcuni documenti parlano addirittura di 315, per costruire un inceneritore. Per rientrare dai costi Iren caricherà le nostra bollette dell’importo speso e le tariffe dei rifiuti saranno molto care, per lungo tempo ancora. Allora i cittadini devono essere consci che esiste un progetto alternativo ma, essendo un progetto che non fa guadagnare i soliti noti, viene tenuto nel cassetto. E’ un progetto delineato in una analisi di fattibilità lo scorso giugno, depositato in Provincia e in Comune dalla nostra associazione.

I cittadini devono sapere che per gestire i rifiuti di Parma non serve nessuna macchina enorme e infernale come un inceneritore, ma basta una corretta gestione della filiera. I cittadini devono sapere che questo progetto costa 20 milioni di euro, proprio perché non prevede di costruire niente di imponente e complesso. E’ sufficiente un macchinario che selezioni bene i materiali e poi, della parte plastica mista, che Iren intende bruciare nel forno, se ne ottiene un materiale omogeneo che perfino la Piaggio ha intenzione di utilizzare per alcuni componenti della Vespa. Pensate, anche la Piaggio si mostra interessata ad un progetto di recupero della plastica che Iren vuole bruciare.

I cittadini devono sapere, va loro detto a chiare lettere, che questo impianto in costruzione a Ugozzolo dovrà funzionare ininterrottamente per 20 anni, per poter arrivare all’utile. Inquinerà per 20 anni il nostro territorio come emissioni chimiche delle peggiori, tra diossine, furani e metalli pesanti. I cittadini devono sapere che per realizzare il teleriscaldamento le caldaie a gas metano già ci sono e basterebbe convertire l’area di Ugozzolo con una centrale aggiuntiva a gas e realizzare lì la piattaforma del riciclo per poter recuperare gran parte dell’investimento che ora Iren lamenta.

I cittadini devono sapere che le soluzioni ci sono. Se non vengono attuate c’è una precisa volontà, indipendente dalla efficacia del progetto, di fare altro perché gli interessi di pochi prevalgono su quelli della comunità. Domani a Vedelago lo scenario alternativo verrà sciorinato in lungo e in largo ad una rappresentanza di Parma formata da partiti, giornalisti, amministratori, cittadini sensibili. Si capiranno tante cose, speriamo che serva a riportare la ragione tra i nostri amministratori”.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti

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