Una guerra tra poveri

-di Michele Pellerzi-

Nel 2009 il Governo ha tagliato 263 milioni di euro alla Polizia di Stato, 283 milioni in meno nel 2010, altri 492 milioni tagliati nell’imminente 2011. Complessivamente, questo governo, il governo della sicurezza, della tolleranza zero, il governo delle ronde e della repressione armata, ha tagliato più di 1 Miliardo di Euro alle Forze dell’Ordine, a quei poliziotti che rischiano la vita per poco più di mille euro al mese; a quei poliziotti che con una sola volante devono coprire una zona di 500 mila abitanti, vedi alcuni quartieri romani; a quei poliziotti che per alcune emergenze devono pagarsela loro la benzina delle volanti; a quei poliziotti che troppo spesso vorrebbero fare di più, molto di più, per difendere i propri cittadini, per onorare il lavoro che hanno scelto, per fermare il crimine e per proteggere coloro che amano; a quei ragazzi che dietro una scrivania, dietro un computer, in strada, infiltrati tra i boss mafiosi più terribili della Terra, si sentono abbandonati dallo Stato, da uno Stato che dovrebbe proteggerli ed assicurargli tutti i mezzi al fine di far dell’Italia un posto migliore. Pasolini recitava nel ‘68 “i poliziotti sono figli di poveri. /Vengono da periferie, contadine o urbane che siano…” che dire, il Governo vuole che lo restino.

Sull’altro lato ci sono gli Studenti. Giovani cresciuti nella più palese dittatura mediatica europea. Cresciuti tra Grande Fratello e veline, tra reality show e il mito dello spettacolo e del vincere facile. Ragazzi che avrebbero necessità di Cultura, di Storia del proprio paese, di sapere perché Falcone e Borsellino sono stati ammazzati, e da chi soprattutto. Oggi questi stessi ragazzi si vedono decapitare l’unico strumento, l’unico ente pubblico che può e deve dargli quella cultura che dal Paese non li è data: la Scuola e l’Università.

Nel 2008 il Governo Berlusconi ha iniziato un’operazione di tagli all’interno della Scuola Pubblica senza precedenti: – 8 Miliardi di Euro in tre anni. Circa 100 mila insegnanti in meno, altrettanto personale ATA senza più un lavoro. Meno ore, meno materie, meno cultura. Come se non bastasse nel biennio successivo al 2008, la Gelmini ha la fantastica idea di tagliare del 90%, avete capito bene, 90%, le borse di studio universitarie: 9 ragazzi su 10 che finora potevano studiare, pur non avendo possibilità economiche, rivendicando così meritocraticamente il proprio diritto allo studio in un paese civile, non saranno più in grado di farlo. Solo lo 0,2% del PIL alla ricerca. Ricercatori maltrattati e sempre più precarizzati.

A questo punto cosa succede? Cosa succede quando due categorie come quelle descritte, Polizia e Studenti, vengono letteralmente decapitate e colpite alle radici? Meno sicurezza da una parte, meno istruzione dall’altra. Il sogno di tutti sarebbe vederle in piazza, insieme, gli uni a fianco degli altri, uniti contro questo Governo delle forbici e dell’ignoranza. Invece no. Il giochino del potere ha, ancora una volta, funzionato, e lo abbiamo visto benissimo gli scorsi giorni. ‘Scontri tra polizia e studenti a Firenze, Bologna, Palermo, Torino’. ‘Polizia carica i ragazzi in via del Corso, Roma.’
Una spaventosa guerra tra poveri in mezzo alle strade. Mentre il potere, il governo, divertito e con la pancia piena, dall’alto dei suoi palazzi se la ride alla faccia del futuro di tutti noi.

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