Cariche della polizia, studenti e devastazioni… storia già vista e precisazioni

Visto che il nostro post di ieri, dove denunciavamo agenti infiltrati partecipare agli scontri, devastare e picchiare i loro stessi colleghi, ha creato un po’ di polemiche (con email e messaggi privati di protesta) volevamo fare una precisazione.

Noi non vogliamo delegittimare le forze dell’ordine. Sappiamo benissimo che ci sono tanti poliziotti, carabinieri, finanzieri, etc. che fanno il loro lavoro con dedizione e merito. Nelle nostre manifestazioni il rapporto con loro è sempre stato correttissimo e non possiamo non far loro un plauso per ciò che hanno sempre fatto (vedi l’episodio dell’altro giorno dove ci hanno gettato acqua durante il corteo e la digos è subito intervenuta a nostra protezione e identificando le persone autrici di questo gesto) e per ciò che fanno spesso nel quotidiano. Però purtroppo, come la storia insegna (il G8 su tutti, perchè è di più facile memoria) che, quando le proteste sono vibranti e soprattutto potrebbero minare il sistema (perchè partecipate e giuste), il governo (non solo quello italiano per carità) adotta una strategia ben precisa dove reparti scelti vengono infiltrati per aumentare i disordini per screditare la manifestazione. Qualche volta riesce meglio e qualche altra, come in questo caso, meno bene e vengono smascherati.

Per far capire meglio, soprattutto a chi ci ha accusati di essere fomentatori d’odio verso le forze dell’ordine, postiamo nuovamente una dichiarazione dell’ex presidente della repubblica (nonchè ex ministro dell’interno) dove spiega bene le tattiche utilizzate dai governi e ribadiamo che abbiamo pieno rispetto e piena stima di tutti quei tutori dell’ordine che, nonostante carenza di personale, tagli e condizioni di lavoro indecenti, ogni giorno tutelano tutti i cittadini e tutelano i manifestanti durante le forme di protesta.

Cossiga: picchiare a sangue studenti e docenti

A volte la realtà italiana supera, e di gran lunga, la fantasia dei romanzi di fantapolitica piu’ arditi.

In una sconcertante intervista al Quotidiano Nazionale, Francesco Cossiga ha dichiarato: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. (…) Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

La fiamma Cossiga la spegne accendendola quando non c’è, e versandoci benzina quando è un’innocua fiammella. In questa divertente visione della democrazia, i cittadini sono un’accozzaglia di deficienti e lo Stato ha il dovere di forgiarne le menti attraverso la costruzione di prove false e la sistematica manipolazione dell’informazione.

L’intervista contiene un esplicito riconoscimento, da parte di Cossiga, in relazione ad alcune cose che avrebbe fatto da Ministro dell’Interno e che ora invita Maroni a ripetere. Ce n’è abbastanza per l’apertura di piu’ di un fascicolo d’inchiesta da parte della magistratura, ma non se ne farà nulla, c’è già chi rassicura: è la solita scherzosa provocazione.

Ma in Italia da anni, soprattutto su certe cose, le menzogne si dicono con serietà e le verità fingendo di scherzare.

Fonte: http://sostenibile.blogosfere.it/2008/10/cossiga-picchiare-a-sangue-studenti-e-docenti.html

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