Scontri di Roma, 10 domande a Maroni

Ieri il centro di Roma è stato devastato. Prima cosa: netta condanna nei confronti di chi si è reso responsabile di atti di violenza contro le persone o di chi ha danneggiato e distrutto i beni privati dei cittadini e della collettività. Seconda cosa: solidarietà a tutti quelli che hanno subito le conseguenze di quella follia collettiva: i cittadini, i manifestanti pacifici, il movimento studentesco che ha visto fagocitare dalle violenze le ragioni della protesta e le forze dell’ordine. Detto questo, noi crediamo che vada fatta piena luce sulle responsabilità che hanno provocato i disordini.

Ieri abbiamo pubblicato una fotosequenza che ha fatto il giro del web. Il nostro blog ha registrato quasi 200.000 accessi in poche ore e la denuncia è stata ripresa da tantissimi altri blog. L’atteggiamento dei media (ad eccezione di Repubblica, L’Espresso, La Stampa, Il Fatto e Vanity Fair) è stato di superficialità nei confronti delle responsabilità che sono state attribuite acriticamente a non meglio precisati “Black Bloc”. Nessun interrogativo, nessuna domanda, tante contraddizioni.

Noi, invece, siamo convinti che qualcosa vada chiarita affinché ciò che è accaduto ieri non si ripeta o che non si riproponga in una versione più drammatica.
Dieci domande al ministro Roberto Maroni

1) Perché il finanziere ha il dito sul grilletto?

2) Chi è l’uomo col cappuccio grigio che prima sembra aggredire il finanziere e poi lo soccorre?

3) Chi è l’uomo col walkie talkie a terra?

4) Chi è l’uomo col giubbotto beige che prima impugna un badile, poi un bastone e poi un manganello e manette e che ritroveremo dopo dietro il cordone delle forze dell’ordine?

5) E’ vero, come sostiene l’ApCom, che l’uomo con la giacca a quadri, travestito da manifestante, che protegge il finanziere è un esponente delle forze dell’ordine?

6) Che rapporto c’è tra l’uomo col giubbotto beige e quello con la giacca a quadri ritratti assieme in una foto in cui sembrano dialogare?

7) In due diverse dichiarazioni, riportate dal Corriere della Sera e dal Messaggero, il Comando della Guardia di Finanza, prima esclude che i finanzieri possano operare in “abiti civili” e poi ammette che il finanziere con la pistola è stato soccorso da un “collega in abiti civili”. Perché questa contraddizione?

8) Erano presenti tra i dimostranti esponenti della Guardia di Finanza in “abiti civili”?

9) Erano presenti tra i dimostranti esponenti delle Forze dell’ordine in “abiti civili”?

10) Se erano presenti tra i dimostranti, come pure ammette la Guardia di Finanza, esponenti delle forze dell’ordine in abiti civili con quale quale mandato operavano?

(Massimo Malerba)

Fonte: http://violapost.wordpress.com/

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