Maroni vuole in galera gli studenti per un reato commesso anche da lui

-di Dario Ferri-

Solo che quando il ministro fu condannato per resistenza a pubblico ufficiale in prigione non andò mai…

4934695322 ba55dd8317 Maroni vuole in galera gli studenti per un reato commesso anche da luiSi vede che fanno parte della stessa maggioranza politica. Esattamente come quel naziskin del perbenismo del sindaco Gianni Alemanno, il ministro dell’Interno Roberto Maroni chiede la galera per gli studenti accusati di un reato che lui stesso ha commesso. Solo che Bobo è peggio perché quando è stato condannato lui la galera non se l’è fatta. La storia la racconta Gianni Barbacetto sul Fatto:

ERA IL 18 SETTEMBRE 1996  e Bobo Maroni era davanti alla sede della Lega Nord in via Bellerio, a Milano. Alle 7 del mattino la polizia si era presentata a perquisire, a Verona, uffici e abitazioni di Corinto Marchini, il capo delle “camicie verdi”, e di due leghisti a lui vicini, Enzo Flego e Sandrino Speri. Gli agenti erano stati mandati da Guido Papalia, procuratore della Repubblica di Verona, che stava indagando sulla Guardia Nazionale Padana, sospettata di essere “un’organizzazione paramilitare tesa ad attentare all’unità dello Stato”. Marchini aveva un ufficio anche in via Bellerio, a Milano. Così due pattuglie della Digos veronese arrivano alle 11 alla sede della Lega e tentano di entrare. Invano: i militanti leghisti impediscono l’ac cesso. Tornano il pomeriggio, con un provvedimento integrativo di perquisizione. Riescono a fatica a entrare nell’a n d ro n e , ma lì sono fermati da un cordone di leghisti, tra cui Maroni, che impedisce l’accesso alla scala. Spintoni, parapiglia. Alla fine i poliziotti sfondano e riescono a salire. Ma Bobo, che in gioventù era stato militante di Democrazia proletaria, non demorde: “Il primo vero e proprio episodio di violenza”, annotano le cronache, “è compiuto da Maroni che tenta di impedire la salita della rampa di scale, bloccando per le gambe gli ispettori Mastrostefano e Amadu”.

L’oggi ministro della polizia dimentica il suo comportamento, di livello simile a quello degli studenti accusati:

I due si divincolano e salgono, con tutti i loro colleghi. Ma la squadra Maroni non si ferma: insegue gli agenti, li copre d’insulti, tenta di bloccarli con la forza. I cori ingiuriosi sono diretti da Mario Borghezio, mentre “nu – merosi atti di aggressione fisica e verbale nei confronti dei pubblici ufficiali” sono compiuti da Maroni, ma anche da Umberto Bossi e Roberto Calderoli: “Episodi tutti documentati dai filmati televisivi”. Con fatica, gli agenti arrivano davanti all’ufficio di Marchini che devono perquisire. Lo trovano sbarrato. Sulla porta, un biglietto scritto a macchina: “Segreteria politica – Ufficio on.le Maroni”. La porta è sfondata. “Operazione che tuttavia era ostacolata violentemente” da Maroni, Bossi, Borghezio, Calderoli e altri, “che aggredivano principalmente il dottor Pallauro e l’ispettore Amadu, il quale veniva stretto fra gli imputati Maroni, Martinelli e Bossi, che lo afferrava dal davanti, mentre il Martinelli lo prendeva alla spalle”. La guerriglia finisce con un malore: Maroni “viene disteso a terra dall’agente Nuvolone, per poi essere avviato al pronto soccorso, ove gli venivano riscontrate lesioni per le quali sporgeva q u e re l a ”.

La storia finisce con una condanna:

Condanna in primo grado a 8 mesi. In appello a 4 mesi e 20 giorni, perché nel frattempo era stato abrogato il reato di oltraggio. La Cassazione conferma, commutando la condanna in una pena pecuniaria di 5.320 euro.

Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/105132/maroni-vuole-galera-gli-studenti/

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