Cosa prevede l’accordo Fiat di Mirafiori?

Lo scorso 23 dicembre è stato firmato l’accordo Fiat per lo stabilimento di Mirafiori. Si tratta di un accordo separato visto che non è stato firmato dalla Fiom- CGIL che lo considera altamente lesivo delle libertà sindacali.

Ecco in breve cosa prevede l’accordo:

Riduzione delle pause

A partire dal 4 aprile 2011, verrà applicato un regime di tre pause da 10 minuti che sostituiscono le tre pause di cui due da 15 e una da dieci minuti. I dieci minuti di lavoro in più saranno retribuiti con 32,47 euro mensili. Per gli altri lavoratori collegati al ciclo produttivo saranno confermati 20 minuti di pausa.

Malattia

L’accordo stabilisce delle quote proporzionali di assenze in azienda oltre le quali l’assenteismo si giudica eccessivo: il 6 per cento a luglio 2011, il 4 per cento a gennaio 2012, il 3,5 per cento dal 2013. In caso di assenze collettive oltre queste soglie, non si pagano i primi due giorni di malattia a chi negli ultimi dodici mesi si è ammalato subito prima di un giorno di riposo o di ferie. Sono escluse patologie gravi.

Lavoro straordinario

L’azienda per far fronte ad esigenze produttive può far ricorso a 120 ore di straordinario annuali pro capite. Le ore di straordinario saranno comunicate con almeno 4 giorni d’anticipo e terrà conto di esigenze personali entro il limite del 20% con sostituzione tramite personale volontario.

Cassa integrazione e formazione

A partire da febbraio 2011, fino all’avvio delle nuove produzioni, previsto il ricorso alla cassa integrazione straordinaria della durata di un anno. Verrà avviato un programma formativo propedeutico all’avvio delle nuove Produzioni. La presenza ai corsi di formazione per i lavoratori interessati è obbligatoria; la mancata presenza ai corsi o il rifiuto ingiustificato, costituirà comportamento disciplinarmente perseguibile.

Orario di lavoro

Ci saranno quattro tipi di orario. Un primo tipo sarà quello attuale: due turni da otto ore al giorno, cinque giorni la settimana. Poi uno schema con turno di notte su cinque giorni lavorativi e uno con il turno di notte su sei giorni lavorativi, sabato compreso. L’azienda si è impegnata però a esaminare con i sindacati la fase di passaggio da un turno e l’altro, e a valutare insieme a loro la sperimentazione di uno schema che prevede turni due turni al giorno da dieci ore per sei giorni alla settimana. I lavoratori che lavoreranno dieci ore al giorno per quattro giorni potranno riposare gli altri tre giorni della settimana. L’azienda potrà ordinare ai lavoratori fino a 120 ore l’anno di straordinari. Il ricorso ai turni di notte e agli straordinari produrrà un incremento in busta paga fino a 3700 euro lordi l’anno.

Licenziamento per chi sciopera contro l’accordo

È il punto più contestato dalla CGIL. Il nuovo accordo non prevede l’elezione dei delegati sindacali di fabbrica: i sindacati che firmeranno l’accordo potranno nominare dei rappresentanti aziendali. I sindacati che sciopereranno contro l’accordo potranno essere puniti con l’annullamento dei permessi sindacali. L’azienda non tratterrà le quote di iscrizione ai sindacati dalle buste paga: saranno i sindacati a raccoglierle. Tutti i lavoratori firmeranno personalmente il nuovo contratto: se poi sciopereranno contro l’accordo, potranno essere licenziati.

Per scaricare e visionare l’accordo integrale in formato pdf: http://ilmalpaese.files.wordpress.com/2011/01/accordo-10_12_23-mirafiori.pdf

Fonte: Il popolo viola

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5 risposte a Cosa prevede l’accordo Fiat di Mirafiori?

  1. Alberto Ronchi ha detto:

    Se non firmano è perchè non hanno bisogno di lavorare . Fiom e cgil sono la rovina dell’Italia . Marchionne è a mio avviso un pò troppo arrogante ma alla fine chiede solo la governabilità degli stabilimenti e le sue richieste, anche dal punto di vista di un operaio, sono tutte più che legittime.
    Se non passa il referendum si bloccherà la già lenta ripresa economica e soprattutto si metterà in ginocchio un’intera regione.
    Ci vuole solo un pò di buon senso

    • Claudio ha detto:

      chissà che lavoro fa l’autore di questo commento…. visto che parla del punto di vista di un operaio…..
      probabilmente… non fa l’operaio, o se invece lo è, è uno dei fenomeni che con il loro modo di fare hanno permesso che in italia gli operai valgano quanto il 2 di picche a briscola… quando si gioca in 3… tristezza….

    • Per farti capire cosa significa firmare… un bel commento di una lavoratrice della catena di montaggio….
      Il Popolo Viola di Parma

      Numeri, parole, slogan, dichiarazioni. C’è chi tifa per il Sì e chi per il No. Ma come e dove lavora un operaio? Cos’è una catena di montaggio? E quali effetti concreti producono i punti di un accordo su chi vi lavora? Orari, retribuzione, malattia, pause. In questo breve testo un’operaia spiega in modo semplice e immediato cosa significa ridurre (come prevede l’accordo Fiat) i tempi della pausa.

      Spesso, quando sei su una catena di montaggio, usi dei cacciavite a vibrazione che hai sopra la testa per avvitare le macchine che scorrono in continuazione (naturalmente); magari ti cade l’olio di lubrificazione addosso, e non è che te ne puoi andare in giro quando vuoi neppure per pisciare(scusate il francesismo). In quei 10 minuti devi racchiudere pausa caffè, sigarettina se fumi e pure il bagno a meno che non hai il foglio del medico e ti porti un catetere dietro: anche perché la linea non si ferma per te e c’è un jolly che ti dà il cambio per quei dieci minuti. E tu stai tutto il giorno li, non è che cambi postazione, e poi dopo otto ore ti vibra pure il cervello con questi cacciaviti (ma sai quante malattie professionali non vengono riconosciute)? Troppo ci sarebbe da dire. Mandateci il presidente operaio a “lavorare” in catena di montaggio.

      Sonia Benetti

    • Alberto Ronchi ha detto:

      Ciao Claudio,
      tanto x la cronaca io ho una piccola azienda metalmeccanica di 5 dipendenti e qundi sono sia datore di lavoro che lavoratore nella mia officina , qunidi conosco bene il settore (a 13 anni finita la scuola d’estate anzichè l’oratorio feriale vedevo i torni ).
      Sono stato duro nel mio commento semplicemente perchè da ormai più di 2 anni aspettiamo (io e i miei dipendenti) il lavoro come la manna dal cielo e mi viene la pelle d’oca sentire che chi potrebbe averlo il lavoro, con tanto di straordinari e aumento di salario, potrebbe far saltare un accordo che vale un’ occupazione per almeno 70.000 persone (con l’indotto FIAT) .
      Il lavoro in catena di montaggio è sempre stato duro e le nuove condizioni contrattuali sono “peggiorative” sotto diversi punti, ma certo non si può dire che con ciò si ledono dei diritti o addirittura si schiavizzano dei lavoratori .
      In questo periodo è bene tenersi stretto il proprio posto di lavoro, anche a costo di ulteriori sacrifici, e questo penso valga un pò per tutti.

  2. Giuseppe ha detto:

    Non finiro’ mai di stupirmi della stupidita’ umana, quello che sta’ per accadere nel mondo del lavoro italiano ha dei colpevoli, dalle organizzazioni sindacali favorevoli a marchionne, lo stesso marchionne, il governo, ed in fine gli stessi lavoratori che votando si hanno rovinato anche la vita dei propri figli. Il passato non e’ servito a nulla!

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