Non smettiamo di indignarci

Il fatto è che la gente ha smesso di indignarsi. L’indignazione, infatti, è una grande forza se nelle mani dei cittadini: quando l’opinione pubblica si scaglia sui palazzi del potere (in senso figurato) ed esterna tutta la sua disapprovazione, qualsiasi sia la questione, allora gli arroccati nelle stanze dei bottoni vibrano di paura. Fa parte della storia dell’uomo: i “pochi” governano sui “molti”, usano il potere, a loro conferito, per accontentare i “pochi”. La brioche al posto del pane (citazione storica) quando i cittadini si lagnano dell’andazzo, mentre (“i molti”) si trastullano come porci nel letame (metafora figurata), sguazzando felici nel porcile del potere. Quando il popolo si indigna, però, ecco che cambia tutto: i porci orwelliani fiutano la prospettiva del loro decadimento, dunque si arrabattano per riequilibrare il rapporto tra governati (“i molti”) e governanti (“i pochi”), sperando di frenare la corsa alle rivoluzioni e alla lotta nelle piazze. Una storia vecchia e già sentita.Ma oggi il cittadino ha smesso di indignarsi. E il potere, che è una gran puttana nelle mani dei “pochi”, si è evoluto: ora ciò che dovrebbe indignare, nello scanner degli scandali, al vaglio del cittadino, non indigna più, perché, semplicemente, non è letto come scandalo. Il mercato delle vacche parlamentari, comprate per 30 danari in cambio di poltrone e favori, è la putrefazione della democrazia. Puzza come una ferita in cancrena, ma non sentiamo il suo olezzo.Gli incravattati si vendono la nostra (nostra!) democrazia alla luce del sole, come pusher svergognati che mercanteggiano la loro droga nelle piazze delle città, sotto i portici comunali, spavaldi nei confronti della giustizia.

Un uomo (Julian Assange) che rischia il carcere a vita in nome della libertà di stampa – perché è diritto del cittadino conoscere la reale fattezza dei porci orwelliani, e la realtà per ciò che è e non per ciò che sembra – è la putrefazione della democrazia. “Dove non c’è libertà di stampa, di modo che l’opinione pubblica non si tuteli controllando il potere, non c’è libertà”, Constant docet.

Usano il potere a loro conferito come una sovranità assoluta. No, porci orwelliani, voi siete affittuari del potere che la società (noi umili cittadini) vi ha conferito: ma oggi è più una puttana in vendita piuttosto che il mezzo per amministrare con giustizia la cosa pubblica.

Vincono se noi li lasciamo fare. Se continueremo a non indignarci di fronte alla putrefazione della democrazia, alle disuguaglianze sociali, alla delegittimazione degli apparati della nostra società (come la giustizia), e allo stupro dei diritti fondamentali, saremo coplevoli di aver lasciato ai maiali orwelliani la completa libertà di gestire la cosa pubblica come una piazza di porci comodi (i loro).

non smettiamo di indignarci: il vero potere è proprio questo.

Fonte: http://www.liberacritica.it/2011/01/12/non-smettiamo-di-indignarci/

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