E’ ora di dire “basta” : chi è indegno di governare deve dimettersi

-di gridodallarme-

Di fronte allo spettacolo indecoroso che il Presidente del Consiglio sta offrendo al mondo intero, anche  il “gridodallarme” non po’ esimersi dall’ unire la propria voce in primo luogo a quella delle donne democratiche che in nome della dignità e serietà di tutte le Italiane  invitano il Presidente a liberare l’Italia da un imbarazzo ormai insostenibile.

E’ infatti intollerabile che proprio chi a parole sbandiera il primato del merito e della famiglia, nei fatti riduca le donne a  oggetto e merce di scambio. Così condividiamo l’appello di Libertà e giustizia che  invita il Presidente del Consiglio a non approfittarsi del suo esorbitante potere mediatico  per difendersi e screditare i magistrati, ma a presentarsi ai giudici come farebbe ogni cittadino.

Chiediamo a tutti i partiti di opposizione di mettere da parte le loro divergenze per unirsi nella richiesta di inderogabili dimissioni da parte del Premier.

Invitiamo le numerose associazioni e i milioni  di cittadini che si riconoscono nella società civile a concentrare le loro forze e a unirsi in una linea d’azione comune. Chiediamo soprattutto al mondo cattolico di esortare il Vaticano a pronunciarsi su una questione di etica pubblica così rilevante.

Ci riconosciamo nel “sermone della decenza” pubblicato da Barbara Spinelli perché ciò a cui stiamo assistendo supera ogni limite, in un decadimento dei costumi e della morale pubblica, che non ha precedenti nella storia civile e politica del nostro Paese.

“Ma adesso l’impegno a fermare quest’uomo infinitamente ricattabile perché incapace di controllare la sua sessualità deve esser esplicitamente preso dai responsabili politici tutti, dalla classe dirigente in senso lato, e non solo detto a mezza voce. È una specie di sermone che deve essere pronunciato, solenne come i giuramenti che costellano la vita dei popoli. Un sermone che non deleghi per l’ennesima volta il giudizio morale e civile alla magistratura. Che pur rispettando la presunzione d’innocenza, certifichi l’esistenza di un ceto politico determinato a considerare l’evidenza dello scandalo e a trarne le conseguenze prima ancora che i tribunali si pronuncino.”

Non è più solo questione del conflitto di interessi, che grazie alla legge del 1957 avrebbe sin dall’inizio potuto vietare l’accesso a responsabilità politiche di un titolare di pubbliche concessioni (specie televisive). Chi è sospettato d’aver pagato prostitute o ragazze minorenni, d’aver indotto  –  sfruttando il proprio potere  –  un pubblico ufficiale a fare cose illecite, chi è talmente impaurito dall’arresto di Ruby dal presentarla in questura come nipote di Mubarak, chi ha avuto rapporti con mafiosi e corrotto testimoni o giudici, deve trovare chiuse le porte della politica, anche se i Tribunali ancora tacciono o se vi sono state prescrizioni.

Attorno a lui deve essere eretto una sorta di alto muro, che impersoni la legge, la riluttanza morale d’un popolo a farsi rappresentare da un individuo dal losco passato e dal losco presente. Tra Berlusconi e la politica questo muro non è stato mai eretto, nemmeno dall’opposizione quando governava. Se non ora, quando?

Come aderenti al “gridodallarme” vogliamo far parte di questo muro.

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