C’è di che rimanere allibiti di fronte agli avvenimenti politici di questi giorni

-di Ferdinando Gradella-

C’è di che rimanere allibiti di fronte agli avvenimenti politici di questi giorni.
Il razionale sembra dar posto all’irrazionale nell’indifferenza più totale; c’è da chiedersi cosa deve ancora accadere perché una popolazione anestetizzata ed ormai incapace di provare la benché minima indignazione, di fronte ad accadimenti che si susseguono quotidianamente con un incipit frastornante, si risvegli e prenda coscienza della situazione.
Stiamo assistendo ad attacchi virulenti contro chiunque prenda posizioni diverse rispetto alla linea dettata dal capo del governo, si stanno stravolgendo le regole democratiche sancite dalla costituzione e distruggendo le basi per poter intravvedere un futuro decoroso per le nuove generazioni:

  • i suoi squadristi televisivi e della carta stampata  gettano discredito e fango a palate sui giudici che fanno il loro dovere, indagando sui reati attribuiti a B,;
  • B. viene sorpreso, grazie alle intercettazioni, in compagnia di minorenni ed indagato per prostituzione minorile e concussione. Tutta la sua banda di pennivendoli ed “onorevoli” avvocati personali, pagati dallo stato in quanto parlamentari, costruiscono il teorema che i veri colpevoli sono coloro che hanno scoperto il reato e non coloro che lo hanno commesso;
  • i paradisi fiscali smettono di essere tali solo per produrre documenti che possano infangare gli avversari di B. (mossi da moralità improvvisa o da dazioni?);
  • il ministro degli esteri dedica il suo tempo a produrre documenti arrivati mesi fa da S. Lucia, non ufficiali, e tirati fuori ad orologeria in concomitanza con il Ruby-gate, per gettare ancora fango sul presidente della camera;
  • la nazione è completamente bloccata da questi avvenimenti e la ripresa globale, susseguente alla crisi economica, interessa solo in minima parte l’Italia, con la conseguenza che stiamo perdendo competitività e possibilità di recuperare crescita economica e  nuovi posti di lavoro;
  • vengono nel contempo attaccati il sistema della contrattazione nazionale ed i diritti dei lavoratori, conquistati nel secolo scorso e  si opera per dividere le rappresentanze sindacali, costruendo ignobili ricatti per far accettare contratti capestro;
  • la libertà di informazione viene continuamente attaccata, B. ed i suoi bravi, collocati nei posti chiave, continuano ad intervenire telefonicamente nelle trasmissioni televisive non ancora “normalizzate”, per cercare di creare i presupposti per spegnere le ultime voci rimaste fuori dal coro;
  • e la lista potrebbe continuare con una sequela di evidenze negative che vanno dalle leggi ad personam, per arrivare alle manovre ed ai decreti che stanno affossando economia, cultura, ordine pubblico, cultura , istruzione, servizi in questa disgraziata Italia.

Occorre a questo punto che la popolazione prenda coscienza della deriva che la nazione sta subendo. La situazione è a dir poco drammatica, ed occorre che chi ne ha coscienza, si adoperi in ogni modo per scuotere l’opinione pubblica addormentata, stordita, anestetizzata. Occorre fare in modo che la disastrosa situazione evolva positivamente. Si respira, da parte di chi conserva capacità critica e di indignazione, un’aria di impotenza  e frustrazione, che fa prefigurare soluzioni che ricordano situazioni simili a ciò che sta succedendo attualmente in Magreb.
Ma cosa aspettano i cittadini italiani che continuano ad appoggiare questa classe politica al potere, per rendersi conto della situazione? Ma devono vedere l’alba di una nuova guerra civile, per rendersi conto della responsabilità che portano, per aver appoggiato un leader che sta trascinando nel baratro tutti noi?

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