Presentazione del libro “Le eredità di Vittoria Giunti” di Gaetano Alessi

Molti hanno avuto il piacere di conoscere Gaetano Alessi, autore del libro “Le eredità di Vittoria Giunti” e di ascoltarlo durante la manifestazione del 19 Febbraio “Promuoviamo la Costituzione”. Potrete riascoltarlo durante la presentazione del suo libro, il 19 Marzo, a Reggio Emilia in Via Farini 2 dalle 16.30.

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Con il preziosissimo contributo di A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione di Reggio Emilia.

Pochi conoscono la storia e l’identità della prima donna sindaco di Sicilia.
Vittoria Giunti, siciliana di adozione, per scelta d’amore, comunista e partigiana, fu la prima donna a ricoprire la carica di sindaco in Sicilia, tra i primi sindaci d’Italia, dopo il fascismo.

lo scrittore:

Grazie a Gaetano Alessi, attivista antimafia con l’Arci, giornalista freelance, editorialista di Articolo 21 e Liberainformazione, oggi viene restituita memoria storica a questa donna straordinaria, che rischiava l’oblio.

la storia:

Vittoria Giunti, classe 1917, fiorentina di origine, di famiglia antifascista, di tradizione ottocentesca per la libertà e il rispetto della persona fa una scelta di impegno, necessaria e sentita: diventa partigiana e lotta per la liberazione e la libertà.

Il suo trasferimento in Sicilia la porterà a conoscere un’altra Resistenza. In un’epoca di povertà e arretratezza, Vittoria conquista i siciliani, che per lei avranno parole di stima e affetto perché le riconoscono l’onestà intellettuale, l’amore per gli ideali, veri e universali, rappresentati fortemente dal Partito Comunista, per il quale milita e agisce rispondendo al sogno di una cosa che aveva visto realizzare nell’Italia liberata del 1945.

La storia di Vittoria Giunti tanti anni dopo s’intreccerà con quella di un gruppo di ragazzi che si opporrà alla più potente famiglia politico/mafiosa della Sicilia (i Cuffaro) contendendogli quel territorio (Raffadali) in cui l’ex senatore ha avuto i natali.

Una storia di Resistenti e Resistenze che passando dal buio del tritacarne della mafiosità ha avuto l’epilogo con la condanna a 7 anni di Salvatore Cuffaro e la vittoria (postuma per Vittoria) della Partigiana Giunti e dei ragazzi di AdESt.

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