RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: VOGLIONO METTERE IL CAPPELLO SULLE DECISIONI DEI GIUDICI

-di Marcello Frigeri, ZEROSETTE-

Quando sentiamo parlare di riforma della giustizia dobbiamo, idealmente, mettere mano alla pistola. Dal crollo della Prima Repubblica, dopo Tangentopoli, infatti, la classe politica ha spesso utilizzato termini con un significato specifico, quali “riforma”, “garantismo”, “uso politico della giustizia”; “strapotere”, storpiandone totalmente il senso. Riforma della giustizia è una di queste.

Effettivamente l’esigenza di riformare esiste da almeno un quarto di secolo, e riguarda la considerevole lentezza delle procedure penali e soprattutto civili. La classe politica, però, quando chiama a raccolta la stampa e promette riforme “epocali”, non è in questo senso che utilizza l’espressione: attribuisce ai pubblici ministeri un uso politico e distorto della giustizia, tanto che si straparla costantemente di persecuzione da parte delle toghe rosse. È chiaro che un concetto come questo ripetuto da quasi un ventennio crea allarmismo nelle menti degli italiani. In realtà, si è scoperto, i magistrati applicano la legge anche nei confronti della classe politica. Dunque su cosa premono in Parlamento? Anzitutto pretendono due Csm (Cosngilio Superiore della Magistratura) e i pm sotto il potere politico.

Tentano di mettere il cappello sulle decisioni oggi indipendenti della magistratura. Infatti quello che nessuno dice mai è che l’autonomia e l’indipendenza dei Giudici è una garanzia per i cittadini. Un pm sotto controllo della classe politica italiana, statisticamente tra le più corrotte d’Europa, siamo sicuri che potrà essere davvero indipendente? Oggi il Csm, l’organo di autogoverno della magistratura, è uno solo, con la riforma in atto domani saranno due: uno per i Giudici, e uno per i pubblici ministeri. Quest’ultimo sarà sotto il controllo dell’esecutivo.

Se in Italia facciamo passare per buono un Presidente del Consiglio che chiama in Questura per fare pressioni sulla polizia (si chiama concussione) e per decidere le sorti di una presunta prostituta spacciata per la nipote di Mubarak, chi ci dice che lo stesso Presidente del Consiglio, o quelli prossimi, non alzeranno la cornetta nuovamente per intimidire i loro pm? Del tipo: “se decidi in questo modo ti promuoviamo in un ufficio importantissimo”; “stai attento perché se continui quella indagine ti apriamo un procedimento disciplinare e ti cacciamo dalla magistratura”.

Oggi questo non può succedere, e non perché il magistrato sia coraggioso o meno, ma perché è indipendente dal potere politico. Un altro aspetto della riforma di cui si sente spesso parlare è l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, articolo 112 della Costituzione. L’obbligatorietà cuol dire che nessun pm, ad oggi, può scegliere quali reati perseguire e quali no, e soprattutto nessuno può dirgli quali processi fare e quali no, nemmeno il più potente dei politici: qualsiasi notizia di un fatto apparentemente illecito verrà perseguito dalla giustizia. Vogliono cancellare anche questo.

Un pm privato dell’obbligatorietà dell’azione penale e sotto il controllo di una delle classi più corrotte, quali reati pensate che perseguirà, quelli dei poveri cristi o quelli dei colletti bianchi? Si dirà: ma i Giudici, che avranno carriere separate dai pm, saranno imparziali perché non dipendenti dall’esecutivo, dunque tutti i reati che arriveranno in dibattimento avranno un giusto processo. Risponderò semplicemente: il problema è che se si cancella l’obbligatorietà dell’azione penale, quei reati come la concussione, la corruzione e tutti quelli contro la pubblica amministrazione, è altamente probabile che non si perseguiranno: chi è infatti il politico coglione che commette il reato e dirà al pm “indaga su di me”? Ancora si dirà: ma in Svizzera, in Francia, in Belgio e in Spagna i pm sono sotto il controllo politico, perché in Italia non deve essere così? Ecco: una volta tanto che abbiamo il sistema migliore lo vogliamo distruggere, e solo perché gli impuniti di oggi vorrebbero restare impuniti anche domani.

Fonte: http://www.facebook.com/notes/redazione-zerosette/riforma-della-giustizia-vogliono-mettere-il-cappello-sulle-decisioni-dei-giudici/10150110618387621

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