Migrazioni di tasse – dal cinema alla benzina

L’odiato aumento di 1 euro previsto per i biglietti del cinema salta. La tassa sul grande schermo e la sorella pensata originariamente per finanziare il Fondo unico per lo spettacolo lasciano il passo ad un aumento, l’ennesimo, dell’accisa sui carburanti. A darne notizia è stato il Sottosegretario Gianni Letta, fuori da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri.

Sul caro benzina andranno ad influire 1-2 centesimi in più, «un modestissimo aumento» come definita da Letta «nel Milleproroghe – spiega il sottosegretario alla Presidenza del consiglio – il meccanismo era finanziato con l’aumento di un euro del biglietto del cinema, cosa che aveva giustamente preoccupato gli esercenti, in un momento in cui soprattutto i giovani sembrano tornare nelle sale, anche per i successi di alcuni film italiani che hanno contrassegnato la stagione passata. Un aumento cosi’ forte – osserva – faceva giustamente nascere il timore che interrompesse il flusso di crescita, o rappresentare un messaggio negativo».

Ad oggi la struttura del prezzo di un litro di carburante è contraddistinto dalle seguenti voci:
A) Il prezzo internazionale del carburante, detto Platts (dal nome della piattaforma privata dove si incrociano domanda e offerta), che indica il costo della materia prima e che vale circa il 35% del totale;
B) Il margine lordo dell’industria petrolifera (10%);
C) La tassazione (accise e Iva) che pesa per circa il 55%.

Quindi quasi il 55% (escludendo l’ IVA) del prezzo della benzina è dovuto alle accise ma guardiamo quali sono le voci che compongono questo capitolo

il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935.
il finanziamento della crisi di Suez del 1956.
il finanziamento del disastro del Vajont del 1963.
il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966.
il finanziamento del terremoto del Belice del 1968.
il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976.
il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980.
il finanziamento della guerra del Libano del 1983.
il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996.
il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

Il governo accusa le compagnie petrolifere di non adeguare i costi al consumatore quando il prezzo alla produzione aumenta, se magari guardasse questo elenco forse accise come quelle rigaurdanti la guerra in Etiopia, la crisi di Suez, il disastro del Vajont, l’alluvione di Firenze,il terremoto nel Friuli, il terremoto nel Belice, sarebbero da eliminare riducendo cosi il prezzo della benzina con conseguente calo dell’incidenza costi sui trasporti su gomma che gravano notevolmente su tutta l’economia nazionale facendo fluttuare i prezzi al consumo.

Ma forse è più comodo additare l’altrui guadagni che rinunciare ai propri, anche se oramai terribilmente datati.

Fonte: http://www.ilpopolounito.it/wp/?p=885

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