Lampedusa, porta di servizio d’Europa

-di Liborio Martorana-

E’ notizia di oggi che a Lampedusa, visto l’attuale aumento di persone che al momento stagnano nell’isola, cominciano a scarseggiare le riserve d’acqua. Ed è ovvio che se dovesse protrarsi la mancanza di acqua per usi domestici, si potrebbe correre il rischio di focolai epidemici. Ancora una volta viene fuori il metodo dilettantesco che questo governo utilizza in questa situazione cosi drammatica.

Io non parlerò di guerra e neanche di chi sia la colpa di ciò che sta succedendo in Libia, non parlerò del terremoto in Giappone e neanche dello tzunami come pure delle centrali atomiche giapponesi che tanti pericoli stanno mettendo in circolazione con la fuori uscita delle radiazioni nucleari. Non parlerò di mafia e neppure di crisi economica, e neanche di lodi e lodini per salvare il fondo schiena al presidente del consiglio, da parte di una serie di leccaculo in stile ministeriale. No, oggi parlerò di altre cose, di altre storie. Oggi voglio parlare di sbarchi di persone a Lampedusa.

Lampedusa per chi non c’è mai stato è uno scoglio al centro del mediterraneo, più vicino alle coste africane che quelle laziali, ligure o anche venete.
E’ uno scoglio dove da qualche decennio turisti di tutte le categorie vanno a soggiornare, anche per breve tempo, magari sperando di vedere qualche sbarco in diretta.
Famosa per la sua spiaggia l’isola dei conigli, dove vanno a nidificare le tartarughe marine “caretta-caretta”, e dove , qualche decennio or sono, era facile incontrare turisti che prendevano il sole integrale, oppure le notti passate a base di sesso e di canne di marjuana, il tutto con l’occhio discreto di tutti, visto che gli introiti economici rigorosamente in nero coprivano certe manifestazioni. Una isola con il suo fascino, dove le attività sono superiori agli abitanti, e dove passata la stagione ripiombava nella depressiva solitudine, sperando che la prossima stagione possa portare benefici economici migliori di quella passata. Famosa anche per essere stata sfiorata da uno dei missili lanciati proprio da Gheddafi qualche anno addietro in un momento di grande tensione tra l’Italia e la Libia.

Da quando sono ricominciati gli sbarchi dei flussi migratori delle coste africane, Lampedusa sembra diventata quasi intollerante, ed a ragione si potrebbe dire, visto che l’arrivo dei barconi strapieni fino all’invero simile di disperati, di gente fuggita dai propri paesi di origine, per i più svariati motivi, che tentano di entrare in Europa dalla porta di servizio più vicina vanno ad ingrossare le presenze che in questi giorni si sono susseguiti. Si perchè questo è Lampedusa, una porta secondaria dell’Europa, una porta di confine, di un avamposto, una porta solo per la “servitù” che andrà a rimpinguare la mano d’opera a basso costo di piccole imprese che stanno nel territorio nazionale, quando non sono vittime dei vari caporalati.

Lampedusa ha da qualche anno anche una rappresentate al Senato della Repubblica la senatrice Angela Maraventano attuale vice sindaco ed eletta al Senato con i voti dei suoi compaesani di Lampedusa nelle liste della lega nord, in un momento in cui l’anti politica la faceva da padrona. C’è stato un momento in cui Lampedusa aveva chiesto di essere annessa alla provincia di Bergamo, (ma questo è dovuto a quelle flotte di turisti che dal nord si spostano al sud per una vacanza a “costi contenuti”, e dove i più danarosi hanno acquistato casa.

Fatto sta che Lampedusa, da scoglio sperduto in mezzo al mediterraneo, è diventata una meta turistica nazionale di rilievo. Ed è ovvio che gli abitanti e gli operatori economici che operano nell’isola,vedono con l’arrivo dei barconi dei disperati una sorta di minaccia per la stagione estiva che va ad incominciare e per l’immagine stessa dell’isola. Ed allora via parte la protesta verso tutti e tutto, gli abitanti si sentono abbandonati da quel governo che ormai votano da diverse elezioni, e che mal sopportano l’arrivo dei profughi che partono dalle coste africane. Da quando sono cominciati gli sbarchi per la rivolta libica ne abbiamo sentito di tutti colori, come se fosse una colpa scappare dai paesi di origine dove c’è la guerra, come se fossero colpevoli di sfuggire alla fame, alla miseria, colpevoli di cercare la libertà, o una condizione economica, sociale e di democrazia che nei paesi di origine non esiste.

Poi si sa questi flussi di arrivi, questi esodi, non hanno come fine il restare in Italia, almeno per la maggior parte di loro, i più preferiscono i paesi europei più ricchi, dove hanno più possibilità di rifarsi una vita magari potendo fare venire le proprie famiglie. Di tutti i migranti, rifugiati o profughi che arrivano in Italia, una minima parte rimane al sud, un’altra parte va al centro nord ed il resto via alla ricerca di posti, appunto, più ricchi del nostro.

In questi giorni di guerra dove l’esodo è certo e sicuro, abbiamo potuto notare il fare inadeguato e dilettantistico dei vari politici che all’inizio hanno affrontato il “problema” con sufficienza, ed ancora non riescono a portare a compimento quella che è una emergenza umanitaria.
Fino a quando persisterà questa situazione in mezzo al mediterraneo, le traversate delle carrette del mare e gli sbarchi continueranno senza sosta.
Lampedusa continuerà ad essere la porta di servizio dell’Europa, ed il nostro governo dell’inutilità cercherà di tamponare quella che ogni volta viene definita una emergenza, magari emanando qualche legge vergogna, oppure potrà stringere accordi con qualche rais di turno, per impedire le partenze dalle loro coste, di carne umana che cerca solo una vita migliore.

Fonte: http://www.popoloviola.org/pagine/2011/articoli/lampedusa.html

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