La Corte Costituzionale boccia il Sindaco Sceriffo

Non ci capacitiamo delle dichiarazioni, apparse su Repubblica Parma, del Sindaco Vignali sulla bocciatura della carta di Parma ovvero “C’è qualcosa che stride tra la Costituzione e le esigenze dei cittadini” e del Coordinatore Provinciale del PDL Luigi Giuseppe Villani “la Costituzione italiana va assolutamente aggiornata perché possa meglio rispondere alle istanze dei tempi che cambiano e degli Italiani di oggi. Non è più attuale e non va utilizzata strumentalmente come un feticcio ma va modificata“. Strumentalizzare così una decisione, peraltro condivisibile e auspicata, solo per attaccare la Costituzione Italiana (garante della Democrazia e della Repubblica) è davvero inacettabile.

La Costituzione non stride minimamente e non limita le esigenze dei cittadini ma tutt’altro; il suo significato e i suoi articoli limitano le velleità di alcuni amministratori di cadere nella deriva autoritarista e dettano le linee guida per soddisfare le richieste dei cittadini in modo democratico. Lavoro, uguaglianza, famiglia, sfera sociale, sicurezza, poteri, etc.etc. sono delineati benissimo con articoli che tutto il mondo ci invidia; il vero problema è che non sono mai stati veramente attuati.

Se uno legge attentamente la Costituzione Italiana sa benissimo che le norme contenute, in particolare nella parte prima, sono proprio a garanzia dei cittadini ma, come è giusto che sia in una democrazia, limita i poteri degli amministratori poichè “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” per evitare di sprofondare nell’autoritarismo.

L’Italia non ha bisogno di sindaci con mille poteri che possono fare il bello e il cattivo tempo (ricordiamo che siamo una Repubblica una e indivisibile), tali poteri li ha già il prefetto che può emanare direttive mirate per garantire la sicurezza dei cittadini; ma ha bisogno di amministratori capaci, nel loro ambito, di rendere le città più fruibili. Inoltre, per noi, è impensabile che in ogni Comune ci siano regolamenti e norme differenti spesso esattamente in contrapposizione gli uni agli altri, creando solo confusione ai cittadini. L’accattonaggio, la prostituzione, il vandalismo e gli schiamazzi si combattono sotto il profilo culturale e attraverso le norme già in vigore (che sono già ottime) non con assurdi divieti che sanno tanto di propaganda ma che di utile hanno ben poco. Tanto è vero che, secondo il rapporto dell’Associazione nazionale funzionari di Polizia sui dati del primo semestre 2010 pubblicato sul Sole 24ore, Parma è al 14esimo posto in Italia con 24 delitti ogni mille abitanti con un trend in continua crescita nonostante la Carta di Parma, il Sindaco Sceriffo e l’esercito in città. La nostra città è, inoltre, terza peggiore in regione, dove ci precedono solo Bologna e Modena; e, come se non bastasse, si attesta al 76° posto per l’Ordine Pubblico e al 91° posto per scippi, rapine e borseggi. Dopo la lettura di questi dati, confermati più volte negli ultimi mesi, siamo ancora sicuri che ciò che è stato bocciato dalla Corte Costituzionale era realmente così utile e vantaggioso e non solo un mero spot propagandistico?

Preghiamo quindi l’Amministrazione Comunale e il dott. Villani di evitare di continuare a strumentalizzare e attaccare la Costituzione Italiana (sana e, più che mai, attuale) e che, piuttosto, si facciano un sano esame di coscienza per il bene di tutti i parmigiani.

Il Popolo Viola di Parma

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