Berlusconi Vs Napolitano

-di Paola Barbati-

Il triste commercio del governo non cessa, anzi continua con l’assegnazione di comode poltrone da sottosegretario a componenti della “terza gamba” (così Silvio definisce con inconsapevole ironia chi ha preso il posto di FLI nel governo)

La sensazione di assistere a mercato rionale aumenta con le dichiarazioni successive del premier che tuona contro la Corte Costituzionale, rea di essere “nominata in maggioranza dai capi di stato di sinistra che si sono succeduti e che hanno messi lì tutti uomini di sinistra” e promette, o, meglio dire, minaccia, di modificare la nostra Costituzione .

Arriva per fortuna, e quasi non ce l’aspettavamo, tanto siamo sconfortati dallo spadroneggiare del teorico del “ghe pensi mi”, la puntuale nota del Presidente della Repubblica in calce alle nomine, che fa notare come siano entrati a far parte del governo esponenti di gruppi politici diversi da quelli votati per la coalizione di centro destra alle elezioni e prospetta quindi che il presidente del Consiglio e i presidenti delle Camere debbano valutare i cambiamenti avvenuti, facendo così balenare la possibilità che sia necessario rinnovare il voto di fiducia.

Berlusconi prende male la richiesta di chiarezza di Napolitano, la considera evidentemente un’offesa personale e si lascia andare, con inutile protervia , a dire: ”se ci attacca sapremo rispondere”, un atteggiamento che avremmo magari voluto vedere nei confronti , che so? di Gheddafi , ma che risulta incomprensibile da parte di un Presidente del Consiglio che parla di un Presidente della Repubblica.

Certo, Napolitano deve aver irritato il premier anche ieri, quando ricevendo al Quirinale il presidente della Rai e il nuovo direttore generale, ha espressamente richiesto che venga applicato il regolamento della Vigilanza in materia di informazione sui quesiti e sulle modalità del referendum del 12 e 13 giugno, causando così la messa in onda degli spot informativi, e non facendo sicuramente cose gradita alla maggioranza che sperava in un bel silenzio di tomba sui referendum.

Se aggiungiamo il fatto che Fini e Schifani hanno risposto alla nota di Napolitano comunicando che alla ripresa delle attività parlamentari, dopo le amministrative quindi, procederanno alla convocazione delle rispettive conferenze dei Capigruppo comprendiamo l’irritazione di Berlusconi che vede nel Capo dello Stato un ostacolo alla sua gestione autoritaria della cosa pubblica.

Fonte: http://www.popoloviola.org/?p=654

Informazioni su Enrico Arillo

Sono nato a Genova nel 1979 e vivo, dal 2005, in provincia di Parma. Dal 2005 sposato con Monica, una ragazza meravigliosa. Sono iperattivo al limite del dispersivo. E ho fatto/faccio mille cose contemporaneamente talvolta anche con discreti risultati. Da sempre appassionato di calcio (con una piccola carriera dal 1994 al 2000 nelle giovanili del Genoa), di politica, di scienze e di protezione civile. Dal 2001 al 2006 volontario in Protezione Civile e responsabile antincendio boschivo a Genova con, all'attivo, numerose emergenze nazionali e locali. Dal 2003 al 2009 nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con qualifica di Vigile Volontario (oltre 600 giorni di servizio all'attivo). Dal 2003 consulente informatico con Partita Iva; docente di informatica presso aziende, scuole e privati; e animatore scientifico presso mostre e laboratori del Festival della Scienza di Genova. Dal 2007 ho ottenuto il titolo di Dottore in Geologia (Vecchio Ordinamento) e mi sono occupato anche di insegnamento di scienze nei licei (supplenze). Nel 2009 ho conseguito, dopo corsi ed esami, l'attestato per Tecnico Ambientale. Dal 2009 mi occupo anche di politica, ed in particolare di coscienza critica, con il Popolo Viola di Parma. Dal 2010 ho l'onore di essere nel direttivo cittadino dell'ANPI di Parma e collaborare con Libera Parma. Dal 2010 collaboro con il Settimanale ZeroSette di Parma e alcuni blog (Il Popolo Viola di Parma, Il Popolo Viola, Il Popolo Unito, Articolo 21) con articoli relativi alla politica locale e nazionale e di scienze.
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