Peppino Impastato? Chissà!

-di Liborio Martoriana-

Chissà come sarebbe adesso Peppino se fosse ancora vivo, avrebbe ancora quel suo carattere un pò burbero e nello stesso tempo umano, che lo distingueva dagli altri compagni, oppure col passare degli anni, magari, avrebbe mitigato e plasmato quel suo modo di essere?

chissà come sarebbe adesso Peppino se fosse ancora vivo, forse sarebbe diventato un politico di alto rango, o, sarebbe stato fagocitato dal “riflusso” degli anni 80, oppure avrebbe continuato con la sua Radio Aut a sbeffeggiare non solo mafiosi, ma anche politicanti prezzolati come ce ne sono adesso e purtroppo tanti.

Chissà magari oggi Peppino avrebbe famiglia, moglie e figli, avrebbe continuato a vivere e ad abitare nella casa di famiglia e nello stesso paesino dove era nato, circondato dall’affetto di chi lo stimava ed il rancore avvelenato di chi a mala pena lo sopportava.

avrebbe continuato a scrivere versi senza rima a sua madre,…..già…..sua madre Felicia o Felicetta, per come veniva chiamata, quella donna umile ed esile, ma allo stesso tempo forte ed indomita, che di quel figlio ne era estasiata, lei piccola donna di provincia, donna di un mafioso, che conosceva i mandanti e gli esecutori che ridussero a brandelli- a pezzettini, quel suo figlio cosi imprudente, cosi coraggioso, cosi pieno di speranze, che lei tanto amava.

Chissà come sarebbe adesso Peppino,……ma Peppino adesso non è, ma è la mano vile ed ignobile che lo colpì, quella che ha voluto a tutti i costi chiudergli la bocca, perchè in fondo colui che armò la mano assassina altri non era che un vigliacco, uno che aveva paura del giudizio non consone al suo volere, al giudizio dei suoi paesani e dei mafiosi che in lui rivedevano uno dei capi più forte e riconosciuto a tutti

Un mafioso forte che ha paura di un ragazzino, un ragazzino che dai microfoni di una radio si permetteva di sbeffeggiarlo e di prenderlo in giro-prenderlo per fesso come si dice qui da noi, ed il boss questo non lo poteva permettere, ci andava di mezzo il suo carisma, la sua affidabilità, e perchè no, i suoi loschi affari.

Chissà come sarebbe adesso Peppino, chissà forse avrebbe continuato ad essere lo scassaminchia di sempre, quello che guardava dritto negli occhi, quello che non abbassava lo sguardo, che non si piegava, che diceva ciò che pensava senza curarsi dei pericoli che lo circondavano. questo era Peppino e noi lo ricordiamo, lo ricordiamo come un eroe, non un eroe nostrano, ma un eroe che se in vita, sicuramente, avrebbe continuato a combattere contro il malaffare, la mafia ed i poteri forti, la mafia e i poteri forti e deviati della stato.

Fonte: http://www.popoloviola.org/?p=592

Informazioni su Enrico Arillo

Sono nato a Genova nel 1979 e vivo, dal 2005, in provincia di Parma. Dal 2005 sposato con Monica, una ragazza meravigliosa. Sono iperattivo al limite del dispersivo. E ho fatto/faccio mille cose contemporaneamente talvolta anche con discreti risultati. Da sempre appassionato di calcio (con una piccola carriera dal 1994 al 2000 nelle giovanili del Genoa), di politica, di scienze e di protezione civile. Dal 2001 al 2006 volontario in Protezione Civile e responsabile antincendio boschivo a Genova con, all'attivo, numerose emergenze nazionali e locali. Dal 2003 al 2009 nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con qualifica di Vigile Volontario (oltre 600 giorni di servizio all'attivo). Dal 2003 consulente informatico con Partita Iva; docente di informatica presso aziende, scuole e privati; e animatore scientifico presso mostre e laboratori del Festival della Scienza di Genova. Dal 2007 ho ottenuto il titolo di Dottore in Geologia (Vecchio Ordinamento) e mi sono occupato anche di insegnamento di scienze nei licei (supplenze). Nel 2009 ho conseguito, dopo corsi ed esami, l'attestato per Tecnico Ambientale. Dal 2009 mi occupo anche di politica, ed in particolare di coscienza critica, con il Popolo Viola di Parma. Dal 2010 ho l'onore di essere nel direttivo cittadino dell'ANPI di Parma e collaborare con Libera Parma. Dal 2010 collaboro con il Settimanale ZeroSette di Parma e alcuni blog (Il Popolo Viola di Parma, Il Popolo Viola, Il Popolo Unito, Articolo 21) con articoli relativi alla politica locale e nazionale e di scienze.
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