Incontrarsi a Tizzano. Spettacolo andato in scena ieri sera sulle vicende del COMUNE DI PARMA!

-di Giuseppe La Pietra-

Incontrarsi a Tizzano.
Spettacolo teatrale in atto unico…speriamo!

Ieri sera, a Tizzano Val Parma, è andato in scena lo spettacolo teatrale di quel volto della politica che in molti non vogliono più vedere e né soprattutto continuare ad ascoltare. Dietro un tavolo coperto da un drappo rosso spiegazzato sedevano il Sen. Fabbri, l’Ass. Aiello, il presidente del consiglio provinciale De Blasi, l’Ass. provinciale Castria e il giornalista della Gazzetta Federici. Ciascuno con il suo gruppetto di fan. Questi gli attori che avrebbero dovuto intrattenere il pubblico parlando dell’operazione Green Money, di come sia stata coinvolta l’amministrazione comunale con il suo primo cittadino e quali prospettive per il futuro della città ducale, “chi sarà il nuovo sindaco”.

Chi scrive era presente e si è fortemente indignato dinanzi a quanto visto e udito. Non da solo. Veniamo ora ai fatti. I signori della politica si sono avvicendati negli interventi contornati da un falso politically correct, lasciandosi andare di tanto in tanto con frasi del tipo: “ricordi, caro Fabio, qui a Tizzano nacque il pentapartito”. Aiello moment. Alta ed intensa commozione. Superato il momento topico entriamo nel vivo, o meglio, in qualcosa di similmente tale. “L’imbarazzo totale” provato da Aiello per l’accaduto è poi confluito nel sottolineare la minestra già scaldata della responsabilità penale individuale, del non bisognava fare il passo più lungo della gamba sugli investimenti che sono sotto gli occhi di tutti, alla fantomatica affermazione che il commissariamento metterebbe il Comune di Parma in uno stato di “totale abbandono” e “continuare a governare è un atto di responsabilità”. La stravagante riflessione si è poi spostata sulla fantapolitica, quando ha tentato invano di far passare i debiti del comune come un investimento per il bene dei cittadini: “se il comune è indebitato e se i cittadini pagano per questo, niente paura, è un investimento. Ringrazieranno un giorno”. In ultimo, arriva la domandona: “Esiste un caso Parma?” Qui, come si potrà facilmente immaginare, partendo da Milanese a Penati, da Bonaccini a Verdini, beh, Parma, a loro dire, ha solo la sfortuna di essere in un contesto più ampio di malaffare diffuso.  Da qui, sempre da parte del “vecchio democristiano” Aiello (sua definizione), l’invito rivolto agli Indignati di Parma di “staccare biglietti ferroviari per recarsi a vedere cosa accade altrove”. Come se questo potrebbe farci stare tranquilli sulla base del tanto così fan tutti. Miopia alla stato puro perché il caso Parma, come il caso Parmalat per i rapporti con i Casalesi, come altre questioni riportate nel dossier di Libera Parma, stanno letteralmente violentando questo territorio e devono essere contestualizzate dove viviamo, non altrove. In scena De Blasi. Sfido chiunque dei presenti all’incontro ad essere in grado di riportare la riflessione del presidente del consiglio provinciale, quindi del PD provinciale rappresentato. Eppure, ascoltato in altri contesti e su argomenti diversi, al sottoscritto non era dispiaciuto affatto. Una panoramica politica sui fatti di Parma, quella tracciata da De Blasi, di basso, troppo basso profilo, quasi inesistente e col serio rischio di essere una voce altra rispetto al suo stesso partito. Dott. De Blasi: “Perché era lì? Che cosa ci stava a fare, la sponda ai socialisti di Fabbri?” Qualcuno, davanti a me, nelle retrovie della platea lo ha bisbigliato più volte, con visibile amarezza. Eppure, Fabbri e Aiello non hanno fatto mancare critiche, direi schiaffi sonori agli insuccessi elettorali ottenuti dal PD nelle ultime amministrative, vista la perdita progressiva dei comuni citati: Fidenza, Tizzano, Salsomaggiore e Corniglio. Mi è parso di non aver sentito la replica incisiva di De Blasi. Corniglio, vorrei aggiungere, è governato solo dalla maggioranza, perché la minoranza PD si è dimessa in toto, ed oggi,  attraverso i suoi atavici volti nuovi, dice di fare dura opposizione dall’esterno.  Non c’è limite alla fantapolitica! Castria, non pervenuto. Testualmente: “Noi socialisti non chiediamo le dimissioni del sindaco ma faccia chiarezza sulle partecipate e poi compia un passo indietro (cosa vuol dire? ndr). Siamo garantisti fino al terzo grado di giudizio e non andiamo in piazza con le pentoline”.

Denominatore comune degli attori è stato quandopresenti è stato l’attacco frontale e trasversale afli indignati di Parma. A turno  sono passati a definire gli Indignati parmigiani (mai usato La Piazza) da: “manovrati, forcaioli, giustizialisti, quelli dei processi in piazza, etc.”, a: “io non ero in piazza e il nostro partito (PD) prende le distanze da manifestazioni di quel tipo”.

Credo che lo sconfitto della serata sia stato ancora una volta il sindaco Vignali. A Tizzano c’è stata la prova conclamata che gli Indignati parmigiani non sono strumentalizzati da nessun partito e da nessun altro. Questo, a mio avviso, il dato fortemente positivo. Nessuno dei presenti si è domandato oppure ha sottolineato perché i cittadini hanno deciso di scendere in piazza a rimarcare la propria indignazione verso questa politica di potere, chiedendo le dimissioni dell’ ex ubaldiano e astro calante civico Vignali, che, come ha sottolineato lo stesso Aiello: “non ha saputo controllare i suoi collaboratori”. In modo impercettibile e con scarso risultato De Blasi ha tentato un accenno alle motivazioni degli indignati. Forse, sarebbe stato meglio tacere dal momento che in piazza lui non c’era e non conosce.  In preparazione della serata nessuno dei teatranti ha ritenuto opportuno invitare qualcuno degli indignati a dare testimonianza del proprio impegno di cittadinanza attiva e partecipata. Parlare degli assenti e muovere critiche senza contraddittorio è stata una trovata disgustosa. Il finale dello spettacolo lo ha dimostrato. Gli attori del teatrino di Tizzano hanno dato dimostrazione di preferire e volere una cittadinanza che andrà alle prossime elezioni amministrative narcotizzata, silenziosa, incapace di reagire e di poter contestare e denunciare – con dati alla mano – tutto ciò che ha portato il Comune di Parma ad indebitarsi, “facendo il passo più lungo della gamba” (Aiello). Il Sen. Fabbri, volto absconditus e art director dell’odierna politica tizzanese, con tono curiale e mellifluo, ha dato prova di essere ancora una volta la caricatura di se stesso e dei suoi trascorsi politici craxiani: “Propongo un investimento da parte dei partiti nel civismo. Il nuovo sindaco di Parma dovrà essere un civico”. Quale civismo abbiano in mente lui e gli altri è rimasto qualcosa di ancorato negli abissi delle opache, scarne e inutili riflessioni. Perdonate un inciso personale. Il Sen. Fabbri è colui che esattamente un anno fa criticò Libera nella serata in cui presentammo il dossier sulle infiltrazioni mafiose a Tizzano (dove il sottoscritto parlò della Green Money 1): “Con tanti problemi che ci sono in giro vengono a parlare di mafia, qui, dove il problema non esiste”. Parola di Fabbri. E così, pensando finalmente di mandare tutti a casa felici e contenti… non aveva previsto il colpo di scena! Una decina di persone (tra cui chi racconta) si sono alzate spontaneamente urlando: “VERGOGNA! VERGOGNATEVI! DOV’E’ IL DIBATTITO? ” Dibattito, così recitava la locandina messa in circolazione last minute soltanto domenica. Lo spettacolo ha preso visibilmente vigore per circa venti minuti, rompendo quell’atmosfera catatonica che lo aveva distinto tra sorrisini e pacche sulla spalla. Verso gli attori sono partite parole grosse, non offensive, giuste. I loro volti impietriti, nascosti dietro un sorriso teso a minimizzare il tutto. E ancora: “E’ UNO SCHIFO!” E’ voltato anche qualche “Vaffa…” fra uno del pubblico e un supporter dei teatranti.

Indignati a Tizzano, gente comune a cui, anche in quest’occasione, non è stata concessa la parola e la possibilità di dissentire. Non c’è stato un incontro e un dialogo con il pubblico ma un Vignali style che si ripete. Indignati a Tizzano, sicuramente non strumentalizzati da alcun partito e indubbiamente sottovalutati e derisi come quelli di Parma, hanno gridato il loro sdegno, conservato soprattutto nella pazienza silenziosa mantenuta per tutta la durata dello spettacolo. Indignati a Tizzano, a Parma, per continuare a scendere in piazza sempre con più determinazione e disgusto, anche per evitare che una messa in scena come quella di ieri sera si ripeta, rubando ore di relax a chi magari pensava di trascorrerle serenamente altrove, impegnandosi attivamente per costruire un altro modo di vivere e… di fare politica.

Condivisione. Proprio sul garantismo, i protagonisti politici di ieri sera e non solo potrebbero ascoltare la lezione di Paolo Borsellino tenuta a Bassano del Grappa nel 1989. Troveranno molti spunti utili per leggere i fatti di Parma e alcuni motivi che motivano fortemente l’indignazione. Facendo le debite distinzioni e cogliendo la profondità del senso, riporto uno stralcio: “Ora, l’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice che quel politico era vicino a quel mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! Questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica,giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro il giudizio della sentenza. Questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco. Tu, non ne conosci gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre i partiti politici a fare grossa pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati…”  Giuseppe La Pietra, spettatore.

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2 risposte a Incontrarsi a Tizzano. Spettacolo andato in scena ieri sera sulle vicende del COMUNE DI PARMA!

  1. Milva Capitani ha detto:

    Gentile sig. La Pietra, penso che in questo caso l’unico organismo in gardo di risolvere la questione sia il Consiglio Superiore della Magistratura, i cui massimi esponenti sono anch’essi politici di primissimo piano, responsabili dell’assetto costituzionale della nostra Repubblica. Milva Capitani.

  2. Radar ha detto:

    I miei più vivi complimenti per avergliene cantate quattro a questi parrucconi.

    Se lo avessi saputo sarei venuto anchio e tanti altri a dirgli cosa pensiamo di loro.

    Da perfetti cortigiani dei potentucoli locali ai quali devono probabilmente gran parte delle loro fortune (basta vedere di chi è la Gazzetta) cercano ovviamente di buttare acqua sul fuoco, e fare il giochetto del Così fan tutti ecc. aspettando che passi la bufera…
    e questo fa capire quanto anch’essi siano strettamente legati a quel sistema che sta cercando di resistere anche davanti all’evidenza.

    Se continueranno le contestazioni davanti al Comune e ad ogni occasione pubblica a lui e agli agli assessori che lo tengono in piedi, il mesciato ha i giorni contati.

    E’ evidente che stanno cercando di guadagnare tempo.

    Avanti così ragazzi.

    Fino alla Vittoria.

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