Che il Popolo delle “finte” Libertà fosse senza pudore lo sapevamo già da tempo

Che il Popolo delle “finte” Libertà fosse senza pudore lo sapevamo già da tempo, con il maggior rappresentante plurindagato, presidente del Consiglio part-time tra un festino a luci rosse e l’altro e con una lista tra indagati e arrestati per i reati più disparati, compresi quelli di mafia.

Il ministro della giustizia Nitto Palma, degno successore di Angelino Alfano, è impegnatissimo più a disinnescare “ad personam” tutte le possibili minacce giudiziarie degli appartenenti al suo partito inviando in giro per l’Italia i suoi ispettori, piuttosto che occuparsi realmente del suo lavoro per il bene del paese. Un paese in ostaggio di una classe politica di centrodestra che, piuttosto che dimostrarsi onesta e disinteressata, si darebbe fuoco.

A dimostrazione di tutto ciò, oggi il Presidente della Commissione Giustizia Filippo Berselli (PdL), invece di fare un esame di coscienza e cercare di dare un senso alle parole del segretario Alfano sul “Partito degli Onesti” eliminando quindi dal PdL tutte le figure con procedimento in corso e di dubbia moralità, cerca di fermare le indagini in corso a Parma richiedendo d’urgenza l’intervento del Ministro per trasferire il Procuratore Capo Laguardia e la pm Del Monte.
Le motivazioni sembrano un’arrampicata sugli specchi. La procura sarebbe da considerarsi di parte perchè sta indagando solo il Comune di Parma e non la Provincia, come se considerasse quindi la corruzione un reato inevitabile nella pubblica amministrazione. Sembra quasi che ammetta, per di più candidamente e apertamente, che la visione politica dei berlusconiani sia imprescindibile dalla corruzione e la preveda come modus operandi: “se uno è un politico e amministra la cosa pubblica non può essere che corrotto”. Visione quanto mai distorta e deprecabile che deve essere contrastata duramente. Dove è finita l’etica, la morale della politica?

Questi fatti, alla luce di un parallelismo perfetto ed innegabile tra le vicende parmigiane e quelle locali, non possono non far riflettere tutti i cittadini italiani sullo scempio antidemocratico che si sta compiendo nella nostra città e a Roma. Per quanto tempo dovremo sopportare ancora questo stupro della democrazia perpetuato da una classe dirigente avida, indegna ed incapace?

Il Popolo Viola di Parma

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