Libertà di informazione

Articolo 21 della Costituzione Italiana

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. […]”

E’ su questo principio, sancito inequivocabilmente dalla nostra Costituzione, che si basano le democrazie.

Meno informazione = meno controlli = piu’ corruzione

Questa maggioranza di Governo, Berlusconi in primis, continua a cercare attraverso decreti legge o vere e proprie ingerenze verso la Rai e gli organi di garanzia (c.f.r. Inchiesta di Trani), di limitare le voci libere della Televisione Italiana e soprattutto di celare ai cittadini qualsiasi dissenso o qualsiasi notizia che possa metterlo in difficoltà.

Lo stesso sta accadendo con i vari giornali liberi e di opposizione. Questa maggioranza sta in tutti i modi (anche con minacce) di zittirli.

Per questo noi combatteremo affinchè esista sempre in Italia una stampa libera!

Le decisioni della maggioranza sulla limitazione della libertà di stampa non sono solo un bavaglio per i giornalisti ma anche un bavaglio calato sugli occhi e sulle orecchie dei cittadini italiani. Vogliono impedire di conoscere per deliberare, conoscere per votare con consapevolezza. Siamo stanchi di essere imboniti, come persone a cui si possono levare i diritti di libertà.

Non a caso l’Italia ultimamente staziona negli ultimissimi posti (fonte: Freedom House nel rapporto annuale sulla libertà di stampa in 195 paesi del mondo)  soprattutto a causa della “situazione anomala a livello mondiale” sul piano della proprietà dei media. Negli ultimi 20 anni L’Italia è scesa dalla fascia alta dei “paesi liberi” alla fascia intermedia dei paesi “parzialmente liberi”, l’unico paese dell’Europa occidentale ad essere stato declassato. La ricerca americana segnala con preoccupazione il ruolo e le ingerenze del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (alla cui famiglia è riconducibile la proprietà del 50% delle televisioni nazionali italiane e 20% dei giornali italiani).

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