Buzzi e Villani perdono un’altra occasione per stare zitti

Leggiamo con grande stupore le dichiarazioni di Buzzi e di Villani (Pdl) sui conti del Comune di Parma e non ci capacitiamo di quanta superficialità (sperando che non sia malafede) hanno utilizzato per leggere la classifica apparsa sul Sole 24ore. Sicuramente i dati apparsi sono reali; il debito proprio del Comune di Parma è basso, sicuramente il bilancio del Comune di Parma non è così drammatico ma questo non significa che la situazione debitoria complessiva dell’amministrazione locale sia rosea! Ma l’ex vicesindaco e il consigliere regionale, nonchè segretario del Pdl, si dimenticano sempre di unire ai conteggi la situazione delle aziende partecipate, vero buco nero e fonte di sprechi e debiti abnormi. In questo sono stati molto bravi, hanno fatto il gioco delle tre carte e hanno spostato l’enorme mole di sperperi sui conti delle società partecipate per nascondere la reale situazione; proprio sui bilanci delle partecipate è necessario porre l’attenzione e caso strano proprio su quello i due sedicenti amministratori glissano completamente ogni volta.

Visto che Buzzi è tanto sicuro di quello che dice perchè non diffonde pubblicamente tutti i bilanci ed in particolare di tutte quelle infinite società inutili con consigli di amministrazione strapagati? Perchè ancora ad oggi nessuno riesce ad ottenere tali bilanci aggiornati e completi? Perchè i revisori dei conti del Comune neanche un anno fa si sono dimessi in tronco per questioni di bilancio?
Gli stessi commissari, che hanno sostituito la giunta dimissionaria in seguito ai gravi fatti di corruzione, hanno parlato di situazione drammatica e addirittura paventato licenziamenti in tronco di dipendenti comunali e ridimensionamenti urgenti degli stipendi degli amministratori delle partecipate. La sede di Stt è stata spostata per ridurre drasticamente le spese perchè i bilanci non possono sopportare gli sprechi lasciati in eredità da Vignali & C. Molte aziende appaltatrici devono ancora ricevere i pagamenti, il tribunale quasi quotidianamente emette ingiunzioni di pagamento. Sono state cedute le azioni di Iren per evitare fallimenti. Insomma una situazione drammatica che neanche i voli pindarici di un prestigiatore possono nascondere eppure loro ci vogliono provare (con scarsi risultati). Oramai è assodato che il Comune di Parma insieme a tutti i suoi “satelliti” hanno un debito stimato tra i 600 milioni e il miliardo di euro,ovvero un debito procapite tra 3529,00 e 5882,35 €, ovvero prima in Italia!!!!!!!!!

Naturalmente le castronerie non finiscono qui, rimaniamo sempre più basiti nel leggere nella nota “una mole di investimenti tale da renderla una delle Amministrazioni comunali ai vertici delle classifiche relative alla capacità di coniugare sviluppo economico e investimenti infrastrutturali con protezione sociale, sostenibilità ambientale e qualità della vita”. A questo punto non riusciamo a capire dove siano vissuti i due negli ultimi anni; Parma è 3^ in Italia per consumo del suolo e cementificazione (ogni anno scompaiono l’equivalente di 160 campi da calcio di terreno coltivabile); il problema casa ha raggiunto livelli insostenibili con persone costrette a vivere in strada, nei dormitori o occupare edifici in disuso pur di trovare un tetto sotto cui riposarsi; davanti alla mensa di Padre Lino vi è un aumento delle persone che cercano un pasto caldo; gli sforamenti di PM10 sono sempre più frequenti con un inquinamento dell’aria tra i più alti d’Italia; nulla è stato fatto sulle tematiche ambientali e tantomeno al riguardo della sostenibilità ambientale! Potremmo scrivere a lungo confutando le loro dichiarazioni, ma preferiamo fermarci qui per spirito di compassione, a Natale bisogna essere più buoni.

Capiamo che siamo entrati in campagna elettorale e devono cercare di salvare un minimo di faccia per cercare di riottenere una poltrona, capiamo che è periodo natalizio dove si sa si alza il gomito un po’ più del normale, però non capiamo perchè, nonostante le evidenze di un disastro politico causato in primis da loro sia a livello locale che nazionale, non prediligano tacere e nascondersi nell’ombra invece che parlare a vanvera.

Il Popolo Viola di Parma

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Adesione al sit-in organizzato dalla Comunità Senegalese di Parma

Il Popolo Viola di Parma aderisce, in modo convinto e deciso, al sit-in silenzioso di domani, Sabato 17 Dicembre. Tale evento è stato organizzato dalla Comunità Senegalese di Parma contro ogni forma di razzismo e xenofobia e per commemorare l’uccisione dei due ragazzi senegalesi a Firenze per mano di un militante di Casa Pound.

Alla luce degli ultimi episodi di violenza a stampo razzista avvenuti a Torino e a Firenze nei giorni scorsi e, in particolare, in seguito ai volantinaggi denigratori e indecenti effettuati a Parma da parte dei “fascisti del terzo millennio” di Casa Pound è il momento di muoversi compatti per ribadire un secco e deciso no alla violenza, alla xenofobia, al razzismo e a tutte le nuove forme di Fascismo.

Per questo ci uniamo ai fratelli Senegalesi e a tutte le comunità di immigrati, dando appuntamento a tutta la cittadinanza domani, Sabato 17 Dicembre, alle ore 16.00 in Piazza Garibaldi.

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Enrico Arillo riconfermato referente e nuovo indirizzo politico del movimento

Enrico Arillo, durante l’assemblea pubblica svoltasi giovedì 24 Novembre, è stato riconfermato all’unanimità referente del Popolo Viola di Parma in virtù degli ottimi successi ottenuti in questi 2 anni di lavoro e soprattutto per le sue innegabili doti organizzative e di coordinamento che hanno portato il Popolo Viola di Parma ad essere, in breve tempo, una realtà politica tra le più attive e conosciute sia a Parma sia a livello nazionale tra i vari gruppi interni al Popolo Viola e Rete dei Gruppi Locali.

Inoltre, durante tale assemblea, sono stati decisi i nuovi indirizzi politici su cui si baserà l’agire futuro del nostro movimento:

– Primarie del Centrosinistra: In attesa di sapere con certezza i nominativi ed i programmi delle persone che parteciperanno alle primarie il Popolo Viola di Parma, in linea con l’agire che ci ha sempre caratterizzato e mantenendo una posizione di apartiticità e di coscienza critica, non si schiererà direttamente al fianco di nessun candidato. Però appoggeremo chiunque dimostri con i fatti e con il proprio programma, di essere guidato dai valori che noi consideriamo imprescindibili affinchè Parma possa ritrovare la giusta via e si possa mettere alle spalle le disastrose amministrazioni precedenti, ovvero:
– Trasparenza e legalità all’interno dell’amministrazione comunale con particolare riferimento alle gare di appalto e all’affidamento dei lavori pubblici;
– Riduzione delle consulenze e delle esternalizzazioni e privatizzazioni dei servizi comunali;
– Politiche di rientro del debito pubblico;
– Cementificazione selvaggia zero con utilizzo delle volumetrie esistenti e ristrutturazione degli edifici abbandonati;
– Riorganizzazione delle aziende partecipate con una forte riduzione dei consigli di amministrazione e dei compensi;
– Politiche di gestione corretta dei rifiuti volte al rapido spegnimento dell’inceneritore;
– Politiche abitative e di welfare volte all’effettiva e giusta assistenza delle persone in difficoltà;
– Politiche volte alla valorizzazione del grandissimo patrimonio culturale che caratterizza Parma (Ospedale vecchio, teatri, biblioteche, centro storico, quartieri, etc.);
– Politiche volte alla valorizzazione e all’aggregazione dei giovani;
– Politiche ambientali spinte volte alla conservazione delle aree verdi e della biodiversità e alla valorizzazione paesaggistica e naturale del territorio (attraverso anche azioni volte alla rinaturalizzazione delle aree fluviali e perifluviali);
– Politiche volte a una maggiore efficienza del servizio pubblico (riorganizzazione delle linee urbane, bike sharing serio) ed una riduzione del traffico veicolare;
– Laicità;
– Antifascismo.

A tal proposito è stato deciso di organizzare, per fine dicembre/metà gennaio, un’incontro pubblico con tutti i candidati alle primarie per confrontarsi su queste tematiche. Incontro che verrà nuovamente organizzato in occasione delle elezioni amministrative con tutti i candidati sindaci, indipendentemente dallo schieramento o dal colore politico.

– Linee programmatiche: Nonostante la situazione politico-economica sia notevolmente cambiata rispetto a quando siamo nati e, in particolare, gli obiettivi minimi che ci eravamo prefissati sono stati superati siamo convinti che il nostro ruolo non sia esaurito qui. Rimane forte la necessità che il cambiamento non sia solo di facciata ma davvero porti la politica italiana ad occuparsi dei reali problemi dei cittadini con un agire incentrato su lavoro, equità sociale, giustizia, cultura, informazione, laicità e cura dell’ambiente. Cercheremo di vigilare in maniera incisiva e puntuale sull’agire politico locale e nazionale e, soprattutto, di mantenere alto l’interesse dell’opinione pubblica su questi temi. A tal proposito organizzeremo incontri ed eventi pubblici con esperti, per approfondire le tematiche e valutare al meglio, ed in maniera oggettiva, gli sviluppi futuri.

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Il Popolo Viola di Parma e Liberacittadinanza vicino alle popolazioni alluvionate

La Liguria continua ad essere martoriata dal maltempo e dalle alluvioni; anche oggi un evento di straordinaria importanza ha colpito Genova creando disastri e morti. Molti di noi hanno partecipato attivamente, nelle passate settimane, alle attività di soccorso tramite le associazioni liguri di Protezione Civile ed il Popolo Viola di Genova.

Grazie al generoso contributo dei parmigiani in questi giorni abbiamo raccolto materiale da donare ai centri di raccolta del levante ligure e di Genova (circa una 20ina di badili, 15 scope di sagina e una 20ina di pale spalafango) che, a seconda di quanto ci comunicheranno dal centro operativo di Genova, porteremo lunedì nei luoghi del bisogno. Abbiamo predisposto, grazie anche ai continui collegamenti tra il nostro referente Enrico Arillo ed i vari Centri Operativi Comunali della Val di Vara e la protezione Civile di Genova, due squadre pronte a partire per prestare soccorso ove sarà necessario ed eventuali cambi. Purtroppo, a causa del maltempo in atto e l’allerta meteo 2, ci sarà possibile muoverci solamente da Lunedì prossimo.

Per chiunque fosse interessato a partecipare con noi o volesse donare del materiale (al momento dai COC della Val di Vara sono richiesti: badili, scope, rotoli industriali di pellicola e alluminio, candele, accendini e fiammiferi) può contattarci all’indirizzo email nbd.parma@gmail.com.

Abbiamo anche predisposto una raccolta fondi “pro popolazioni alluvionate” il cui ricavato verrà dirottato direttamente ai Centri Operativi. Conto Corrente intestato a “Liberacittadinanza – Rete Nazionale girotondi e Movimenti” presso Unicredit Banca – Parma Montanara, via Montanara 5, 43100 Parma IBAN: IT53M0200812708000100039138, causale: “Pro Popolazioni Alluvionale della Liguria”..

Il Popolo Viola di Parma e Liberacittadinanza

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Il Gioco dell’Oca spennata

SMASCHERIAMO LA FINANZIARIA, TERZO APPUNTAMENTO

“IL GIOCO DELL’OCA SPENNATA”.
COME NON ARRIVARE A FINE MESE AI TEMPI DELLA MANOVRA.
22 OTTOBRE, VIA GARIBALDI, PARMA

Venghino lorsignori! In un momento in cui la stella di Parma appare un po’ appannata la CGIL di Parma è lieta di annunciare il primo esperimento al mondo di economia vivente.

Il sogno di schiere e generazioni di economisti di avvicinare la materia dell’economia alla scienza fisica newtoniana sarà presto raggiunto. Oggi siamo infatti in grado di dimostrare scientificamente la concretezza della crisi economica e dei suoi effetti sulle persone. Si potrà così porre fine in questo modo allo specioso dibattito con il presidente del Consiglio circa il fatto che in Italia ci sia o meno la crisi.

La prima verifica pubblica dell’esperimento è in programma per sabato 22 ottobre. La CGIL invita economisti e scienziati italiani a ripetere l’esperimento per un ulteriore accertamento. Si tratterà di verificare se i risultati saranno confermati a distanze differenti tra luogo dell’esperimento, palazzo Chigi e ministero dell’Economia. Rimane anche il dubbio scientifico sugli effetti distorsivi dovuti alla vicinanza con l’assessorato al Bilancio del Comune di Parma.

La CGIL di Parma assicura che per l’esperimento non sono stati percepiti fondi dal ministro Gelmini.

L’appuntamento con il Gioco dell’Oca Spennata (come non arrivare a fine mese al tempo della manovra) è dunque per sabato 22 ottobre, alle ore 10.30, in via Garibaldi (angolo sede della Provincia in piazzale della Pace).

All’esperimento sono invitati anche i ceti abbienti e parassitari, banchieri, bancarottieri, brocker, evasori fiscali, percettori di tangenti, ereditieri e amministratori distratti.

Si ringrazia l’attore Piergiorgio Gallicani, del Teatro delle Briciole, per la collaborazione artistica.

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La giusta indignazione cancellata dalla violenza

Le macchine che bruciano, le manganellate, i lacrimogeni e quelle poche decine di violenti (che hanno tenuto in ostaggio centinaia di migliaia di persone), non sono certo l’immagine e i contenuti della manifestazione che gli indignati di tutto il mondo, ma soprattutto dell’Italia e di Roma, avevano in mente per questa giornata.

Oggi 15 ottobre 2011 le giuste e sacrosante rivendicazioni di cittadini esasperati da un futuro incerto fatto di crisi sociale, economica e lavorativa, sono state cancellate nella memoria collettiva da dissennati e deprecabili gesti di furore e violenza fine a se stessa. Fatti che vanno condannati sempre e comunque, e che non rappresentano in nessun modo l’agire pacifico dei movimenti di protesta, tra cui il nostro, riunitisi oggi a Roma.

E’ giusto sottolineare l’orrore di questa giornata da condannare; ma non dobbiamo dimenticare tutte le persone di diversa estrazione sociale e lavorativa, diversa età anagrafica, diversa ideologia politica che oggi volevano dare un segnale a tutta la classe politica e dirigente del nostro paese e che avevano intenzione di manifestare pacificamente un malcontento profondo. Persone che hanno diritto di esprimere le proprie opinioni e di essere ascoltate da tutti. Persone che rivendicano una politica sociale incentrata sul lavoro, ridistribuzione delle ricchezze e certezze per un futuro dignitoso. Persone che oggi sono state zittite dalla violenza e che domani, speriamo, trovino i giusti spazi per far conoscere a tutti il loro pensiero e i motivi della loro indignazione. Lo 0,01% non deve cancellare il 99,99%.

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Che il Popolo delle “finte” Libertà fosse senza pudore lo sapevamo già da tempo

Che il Popolo delle “finte” Libertà fosse senza pudore lo sapevamo già da tempo, con il maggior rappresentante plurindagato, presidente del Consiglio part-time tra un festino a luci rosse e l’altro e con una lista tra indagati e arrestati per i reati più disparati, compresi quelli di mafia.

Il ministro della giustizia Nitto Palma, degno successore di Angelino Alfano, è impegnatissimo più a disinnescare “ad personam” tutte le possibili minacce giudiziarie degli appartenenti al suo partito inviando in giro per l’Italia i suoi ispettori, piuttosto che occuparsi realmente del suo lavoro per il bene del paese. Un paese in ostaggio di una classe politica di centrodestra che, piuttosto che dimostrarsi onesta e disinteressata, si darebbe fuoco.

A dimostrazione di tutto ciò, oggi il Presidente della Commissione Giustizia Filippo Berselli (PdL), invece di fare un esame di coscienza e cercare di dare un senso alle parole del segretario Alfano sul “Partito degli Onesti” eliminando quindi dal PdL tutte le figure con procedimento in corso e di dubbia moralità, cerca di fermare le indagini in corso a Parma richiedendo d’urgenza l’intervento del Ministro per trasferire il Procuratore Capo Laguardia e la pm Del Monte.
Le motivazioni sembrano un’arrampicata sugli specchi. La procura sarebbe da considerarsi di parte perchè sta indagando solo il Comune di Parma e non la Provincia, come se considerasse quindi la corruzione un reato inevitabile nella pubblica amministrazione. Sembra quasi che ammetta, per di più candidamente e apertamente, che la visione politica dei berlusconiani sia imprescindibile dalla corruzione e la preveda come modus operandi: “se uno è un politico e amministra la cosa pubblica non può essere che corrotto”. Visione quanto mai distorta e deprecabile che deve essere contrastata duramente. Dove è finita l’etica, la morale della politica?

Questi fatti, alla luce di un parallelismo perfetto ed innegabile tra le vicende parmigiane e quelle locali, non possono non far riflettere tutti i cittadini italiani sullo scempio antidemocratico che si sta compiendo nella nostra città e a Roma. Per quanto tempo dovremo sopportare ancora questo stupro della democrazia perpetuato da una classe dirigente avida, indegna ed incapace?

Il Popolo Viola di Parma

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Peggio di così questo governo cittadino non poteva finire

Peggio di così questo governo cittadino non poteva finire. Hanno portato avanti una politica che ha permesso di creare un debito abnorme (600 milioni di euro certificati e le voci parlano di 1miliardo di euro effettivi) e di creare un substrato limaccioso dove la corruzione è cresciuta fino a livelli impensabili (5 arresti tra dirigenti e assessori e probabilmente non è finita qui).

La, ormai ex, maggioranza vuole nascondersi dietro ad un dito per non portare avanti atti doverosi, come le azioni di responsabilità, verso la città e i cittadini. Non ci potevamo aspettare nulla di diverso da queste persone che hanno anteposto l’interesse privato ai beni comuni; ma è veramente triste e penoso assistere a tutto ciò.

Si può anche aggiungere, per fornire una visione ancora più desolante di questa maggioranza e delle loro azioni, l’ennesimo scandalo di questi giorni che si abbatte su questa amministrazione, ovvero il bilancio definito, dai revisori dei conti, “non rispecchiante la reale situazione economica” della partecipata CAL, fiore all’occhiello della giunta Vignali. Inoltre l’inchiesta Green Money va avanti spedita e a questo punto ci possiamo aspettare di tutto e forse, alla fine dell’iter giudiziario, potremmo davvero sapere chi è stato davvero onesto e chi no e c’è forte preoccupazione sulla risposta.

L’unica nota di speranza, in questo grigiore, è quella che ieri si è completato l’atto finale di questa scadente commedia, e con l’arrivo del commissario potrebbe aprirsi un nuovo ciclo.

E’ l’ora che tutti, proprio tutti, si facciano un serio esame di coscienza e che si rimbocchino le maniche per il bene della città.

Il Popolo Viola di Parma

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Il parco di Parma e l’assessore di Casal di Principe

-di Franco Cascio, Agende Rosse-

Ha tenuto banco, in questi ultimi giorni, la polemica di Parma dove un solerte assessore alla toponomastica aveva deciso di intitolare a Raimondo Vianello e Sandra Mondaini un parco che i cittadini parmensi conoscevano come “Falcone e Borsellino”.
Secondo quanto dichiarato dall’assessore, in realtà, nonostante ci fosse tanto di targa, quel parco, in virtù di una delibera del 2007, non era più intitolato ai due magistrati uccisi.
Questo particolare non è bastato però a placare le ire delle associazioni antimafia, dei parenti delle vittime e di buona parte della società civile, oltre allo sdegno dell’intero mondo politico. Solo il dietrofront dell’assessore, che ha deciso di passare la patata bollente alla futura amministrazione comunale della città ducale, ha messo fine al vespaio di polemiche.

La vicenda ricorda, per certi versi, l’uscita infelice del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè, il quale, qualche anno fa, ebbe a dire placidamente, salvo poi fare anche lui una repentina marcia indietro, che l’intestazione dell’aeroporto di Palermo “Falcone e Borsellino” porta il turista a “deprimersi non appena mette piede in Sicilia” .

La toponomastica di ogni città d’Italia dovrebbe prevedere una via, una piazza, un parco, ai due eroi dell’antimafia uccisi nella maledetta estate del 1992. E’ sicuramente un modo per mantenere viva la memoria di chi ha sacrificato la propria esistenza nella lotta alla criminalità organizzata e al predominio mafioso.
E’ pur vero, però, che l’intitolazione di strade, parchi, etc., a poco serve se non si aggiunge il formarsi di una coscienza civica che passi proprio dagli insegnamenti di due simboli come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Proprio i politici, quelli che poi decidono a chi intestare le vie delle città che amministrano, dovrebbero essere i primi a fare tesoro dell’insegnamento di Falcone e Borsellino sulla lotta al sistema politico-mafioso. Proprio loro sono i primi responsabili delle connivenze tra politica e mafia e delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle pubbliche amministrazioni.

Paolo Borsellino parlò del celebre equivoco, il concetto secondo il quale un uomo politico per essere definito onesto non basta che sia rimasto indenne da indagini giudiziarie.
Secondo il magistrato ucciso in via D’Amelio, infatti, un politico che si dice abbia interessi con organizzazioni criminali o essere vicino a un mafioso, non può definirsi onesto solo perché la magistratura non lo ha condannato (lo schermo della sentenza).
E’ questo il senso dell’intervento che Paolo Borsellino, nel gennaio del 1989, fece in una scuola di Bassano del Grappa. E aggiunse poi che spetta ai politici stessi, alle organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, ai consigli comunali, trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.

Secondo quanto diceva Borsellino, quindi, inaffidabile dovrebbe essere Angelo Ferraro, neo assessore di Casal di Principe (Caserta), indagato per voto di scambio politico-mafioso, nonché cugino di Nicola Ferraro, ex consigliere regionale arrestato in passato per associazione mafiosa. Invece, il sindaco Pasquale Martinelle, nonostante l’indagine aperta a suo carico e i suoi legami di parentela con personaggi coinvolti in fatti di mafia, non solo lo ha nominato assessore della sua giunta di centrodestra, ma gli ha anche affidato, tra gli altri, l’incarico di assessore ai Beni Confiscati. Quasi una provocazione.
Il primo cittadino, da parte sua, non si è scomposto e ha difeso il suo assessore ricoprendolo di attestati di stima.
Le vicende giudiziarie di Ferraro, secondo il sindaco, non solo non possono interferire sulla gestione della cosa pubblica, ma nemmeno implicano responsabilità morali essendo, tra l’altro, Ferraro “una persona che dedica gran parte della giornata nel sociale occupandosi in particolare delle attività della società di calcio nella quale sono coinvolti 400 ragazzi della scuola calcio e dunque sottraendoli alla strada”.

Non è altro che ciò di cui i politici “inaffidabili” necessitano. La legittimazione che gli consente di scrollarsi di dosso i pesanti fardelli che li riguardano e di ottenere così l’approvazione da parte della collettività. Quella ratifica di “brave persone” che gli permette di assurgersi addirittura a ruolo di vittime nei riguardi della società civile.
Nei confronti di personaggi come il neo assessore di Casal di Principe ci sarà sempre chi sarà pronto a garantirli, a spendere parole di lode nei loro confronti e a mettere la mano sul fuoco sulla loro profonda rettitudine morale e sul loro indiscutibile senso di legalità.
In barba all’ equivoco di cui parlava Paolo Borsellino.

Franco Cascio

F0nte: http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=4582%3Ail-parco-di-parma-e-lassessore-di-casal-di-principe&catid=20%3Aaltri-documenti&Itemid=43

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Incontrarsi a Tizzano. Spettacolo andato in scena ieri sera sulle vicende del COMUNE DI PARMA!

-di Giuseppe La Pietra-

Incontrarsi a Tizzano.
Spettacolo teatrale in atto unico…speriamo!

Ieri sera, a Tizzano Val Parma, è andato in scena lo spettacolo teatrale di quel volto della politica che in molti non vogliono più vedere e né soprattutto continuare ad ascoltare. Dietro un tavolo coperto da un drappo rosso spiegazzato sedevano il Sen. Fabbri, l’Ass. Aiello, il presidente del consiglio provinciale De Blasi, l’Ass. provinciale Castria e il giornalista della Gazzetta Federici. Ciascuno con il suo gruppetto di fan. Questi gli attori che avrebbero dovuto intrattenere il pubblico parlando dell’operazione Green Money, di come sia stata coinvolta l’amministrazione comunale con il suo primo cittadino e quali prospettive per il futuro della città ducale, “chi sarà il nuovo sindaco”.

Chi scrive era presente e si è fortemente indignato dinanzi a quanto visto e udito. Non da solo. Veniamo ora ai fatti. I signori della politica si sono avvicendati negli interventi contornati da un falso politically correct, lasciandosi andare di tanto in tanto con frasi del tipo: “ricordi, caro Fabio, qui a Tizzano nacque il pentapartito”. Aiello moment. Alta ed intensa commozione. Superato il momento topico entriamo nel vivo, o meglio, in qualcosa di similmente tale. “L’imbarazzo totale” provato da Aiello per l’accaduto è poi confluito nel sottolineare la minestra già scaldata della responsabilità penale individuale, del non bisognava fare il passo più lungo della gamba sugli investimenti che sono sotto gli occhi di tutti, alla fantomatica affermazione che il commissariamento metterebbe il Comune di Parma in uno stato di “totale abbandono” e “continuare a governare è un atto di responsabilità”. La stravagante riflessione si è poi spostata sulla fantapolitica, quando ha tentato invano di far passare i debiti del comune come un investimento per il bene dei cittadini: “se il comune è indebitato e se i cittadini pagano per questo, niente paura, è un investimento. Ringrazieranno un giorno”. In ultimo, arriva la domandona: “Esiste un caso Parma?” Qui, come si potrà facilmente immaginare, partendo da Milanese a Penati, da Bonaccini a Verdini, beh, Parma, a loro dire, ha solo la sfortuna di essere in un contesto più ampio di malaffare diffuso.  Da qui, sempre da parte del “vecchio democristiano” Aiello (sua definizione), l’invito rivolto agli Indignati di Parma di “staccare biglietti ferroviari per recarsi a vedere cosa accade altrove”. Come se questo potrebbe farci stare tranquilli sulla base del tanto così fan tutti. Miopia alla stato puro perché il caso Parma, come il caso Parmalat per i rapporti con i Casalesi, come altre questioni riportate nel dossier di Libera Parma, stanno letteralmente violentando questo territorio e devono essere contestualizzate dove viviamo, non altrove. In scena De Blasi. Sfido chiunque dei presenti all’incontro ad essere in grado di riportare la riflessione del presidente del consiglio provinciale, quindi del PD provinciale rappresentato. Eppure, ascoltato in altri contesti e su argomenti diversi, al sottoscritto non era dispiaciuto affatto. Una panoramica politica sui fatti di Parma, quella tracciata da De Blasi, di basso, troppo basso profilo, quasi inesistente e col serio rischio di essere una voce altra rispetto al suo stesso partito. Dott. De Blasi: “Perché era lì? Che cosa ci stava a fare, la sponda ai socialisti di Fabbri?” Qualcuno, davanti a me, nelle retrovie della platea lo ha bisbigliato più volte, con visibile amarezza. Eppure, Fabbri e Aiello non hanno fatto mancare critiche, direi schiaffi sonori agli insuccessi elettorali ottenuti dal PD nelle ultime amministrative, vista la perdita progressiva dei comuni citati: Fidenza, Tizzano, Salsomaggiore e Corniglio. Mi è parso di non aver sentito la replica incisiva di De Blasi. Corniglio, vorrei aggiungere, è governato solo dalla maggioranza, perché la minoranza PD si è dimessa in toto, ed oggi,  attraverso i suoi atavici volti nuovi, dice di fare dura opposizione dall’esterno.  Non c’è limite alla fantapolitica! Castria, non pervenuto. Testualmente: “Noi socialisti non chiediamo le dimissioni del sindaco ma faccia chiarezza sulle partecipate e poi compia un passo indietro (cosa vuol dire? ndr). Siamo garantisti fino al terzo grado di giudizio e non andiamo in piazza con le pentoline”.

Denominatore comune degli attori è stato quandopresenti è stato l’attacco frontale e trasversale afli indignati di Parma. A turno  sono passati a definire gli Indignati parmigiani (mai usato La Piazza) da: “manovrati, forcaioli, giustizialisti, quelli dei processi in piazza, etc.”, a: “io non ero in piazza e il nostro partito (PD) prende le distanze da manifestazioni di quel tipo”.

Credo che lo sconfitto della serata sia stato ancora una volta il sindaco Vignali. A Tizzano c’è stata la prova conclamata che gli Indignati parmigiani non sono strumentalizzati da nessun partito e da nessun altro. Questo, a mio avviso, il dato fortemente positivo. Nessuno dei presenti si è domandato oppure ha sottolineato perché i cittadini hanno deciso di scendere in piazza a rimarcare la propria indignazione verso questa politica di potere, chiedendo le dimissioni dell’ ex ubaldiano e astro calante civico Vignali, che, come ha sottolineato lo stesso Aiello: “non ha saputo controllare i suoi collaboratori”. In modo impercettibile e con scarso risultato De Blasi ha tentato un accenno alle motivazioni degli indignati. Forse, sarebbe stato meglio tacere dal momento che in piazza lui non c’era e non conosce.  In preparazione della serata nessuno dei teatranti ha ritenuto opportuno invitare qualcuno degli indignati a dare testimonianza del proprio impegno di cittadinanza attiva e partecipata. Parlare degli assenti e muovere critiche senza contraddittorio è stata una trovata disgustosa. Il finale dello spettacolo lo ha dimostrato. Gli attori del teatrino di Tizzano hanno dato dimostrazione di preferire e volere una cittadinanza che andrà alle prossime elezioni amministrative narcotizzata, silenziosa, incapace di reagire e di poter contestare e denunciare – con dati alla mano – tutto ciò che ha portato il Comune di Parma ad indebitarsi, “facendo il passo più lungo della gamba” (Aiello). Il Sen. Fabbri, volto absconditus e art director dell’odierna politica tizzanese, con tono curiale e mellifluo, ha dato prova di essere ancora una volta la caricatura di se stesso e dei suoi trascorsi politici craxiani: “Propongo un investimento da parte dei partiti nel civismo. Il nuovo sindaco di Parma dovrà essere un civico”. Quale civismo abbiano in mente lui e gli altri è rimasto qualcosa di ancorato negli abissi delle opache, scarne e inutili riflessioni. Perdonate un inciso personale. Il Sen. Fabbri è colui che esattamente un anno fa criticò Libera nella serata in cui presentammo il dossier sulle infiltrazioni mafiose a Tizzano (dove il sottoscritto parlò della Green Money 1): “Con tanti problemi che ci sono in giro vengono a parlare di mafia, qui, dove il problema non esiste”. Parola di Fabbri. E così, pensando finalmente di mandare tutti a casa felici e contenti… non aveva previsto il colpo di scena! Una decina di persone (tra cui chi racconta) si sono alzate spontaneamente urlando: “VERGOGNA! VERGOGNATEVI! DOV’E’ IL DIBATTITO? ” Dibattito, così recitava la locandina messa in circolazione last minute soltanto domenica. Lo spettacolo ha preso visibilmente vigore per circa venti minuti, rompendo quell’atmosfera catatonica che lo aveva distinto tra sorrisini e pacche sulla spalla. Verso gli attori sono partite parole grosse, non offensive, giuste. I loro volti impietriti, nascosti dietro un sorriso teso a minimizzare il tutto. E ancora: “E’ UNO SCHIFO!” E’ voltato anche qualche “Vaffa…” fra uno del pubblico e un supporter dei teatranti.

Indignati a Tizzano, gente comune a cui, anche in quest’occasione, non è stata concessa la parola e la possibilità di dissentire. Non c’è stato un incontro e un dialogo con il pubblico ma un Vignali style che si ripete. Indignati a Tizzano, sicuramente non strumentalizzati da alcun partito e indubbiamente sottovalutati e derisi come quelli di Parma, hanno gridato il loro sdegno, conservato soprattutto nella pazienza silenziosa mantenuta per tutta la durata dello spettacolo. Indignati a Tizzano, a Parma, per continuare a scendere in piazza sempre con più determinazione e disgusto, anche per evitare che una messa in scena come quella di ieri sera si ripeta, rubando ore di relax a chi magari pensava di trascorrerle serenamente altrove, impegnandosi attivamente per costruire un altro modo di vivere e… di fare politica.

Condivisione. Proprio sul garantismo, i protagonisti politici di ieri sera e non solo potrebbero ascoltare la lezione di Paolo Borsellino tenuta a Bassano del Grappa nel 1989. Troveranno molti spunti utili per leggere i fatti di Parma e alcuni motivi che motivano fortemente l’indignazione. Facendo le debite distinzioni e cogliendo la profondità del senso, riporto uno stralcio: “Ora, l’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice che quel politico era vicino a quel mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! Questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica,giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro il giudizio della sentenza. Questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco. Tu, non ne conosci gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre i partiti politici a fare grossa pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati…”  Giuseppe La Pietra, spettatore.

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