No Inceneritore, Sì Rifiuti ZERO

Da tempo collaboriamo con il Comitato Gestione Corretta dei Rifiuti per combattere l’inceneritore che sorgerà a breve a Uguzzolo a due passi dalle fabbriche della Barilla e di Greci e soprattutto informare la cittadinanza sui problemi che tale opera porterà nella Food Valley.

Comitato Gestione Corretta dei Rifiuti

Per la salute, l’aria pulita, l’acqua pubblica, la difesa del territorio e il bene comune. la STRATEGIA RIFIUTI ZERO!!

Nella valle più inquinata d’Europa, la valle Padana, nella capitale della Food Valley, Parma, vogliono costruire un grande inceneritore, che brucierà 130.000 ton. di rifiuti all’anno. Noi vogliamo decontaminare la Food Valley, con la riduzione, il riuso, il riciclo e l’estrusione finale dei rifiuti, trattandoli senza causare emissioni nocive in atmosfera.

I rifiuti sono un difetto di progettazione, in natura non esistono, sono la cartina tornasole di un sistema economico e sociale difettoso. La lotta per una gestione corretta dei rifiuti, o meglio delle risorse, è una lotta per dare un futuro alle nuove generazioni. E’ importante la presenza di tutti coloro che si battono per la tutela dei territori, per nuovi paradigmi economici e industriali, rispettosi, delle persone, dell’ambiente, della gisutizia sociale.
I nostri figli ci accuseranno, se restituiremo loro un territorio avvelenato.

La strategia Rifiuti Zero, già messa in pratica dallo Stato della California e descritta anche sul blog di Barack Obama, parte da questi concetti base:
tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un ERRORE DI PROGETTAZIONE e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede collaborare istituzioni – imprese – università.

L’incenerimento, non si sostiene da solo dal punto di vista economico se privato dei sussidi pubblici (tasse sui cittadini!) e risulta essere il metodo piu’ costoso di smaltimento.
(fonte Wall Street Journal e studio “Light myfire”).

Posti di lavoro: rapporto 15 a 1. -Ogni 15 posti creati per il riciclo se ne creerebbe invece solo 1 per discariche ed inceneritori-
(fonte Conai)

La raccolta porta a porta, rispetto a quella dei cassonetti stradali, permette maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità e anche un maggior risparmio/recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati e/o bruciati.
(fonte studio Tea-Mantova).

PER REALIZZARE LA STRATEGIA RIFIUTI ZERO

Di seguito alcuni esempi per realizzare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:

• Per famiglie ed imprese: passare alla raccolta differenziata porta a porta e al sistema a tariffa puntuale (più ricicli meno paghi). Il porta a porta e l’eliminazione dei cassonetti permette di arrivare in pochi mesi dal 65% all’85% di raccolta differenziata e ha l’effetto di spingere i cittadini ad una riduzione dei propri rifiuti (tra il -10% e il -20% di rifiuti prodotti).

• Ridurre i rifiuti, con: prodotti alla spina, utilizzo dell’acqua filtrata del rubinetto, compostaggio domestico, pannolini lavabili, etc…

• Accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere.
Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio

• Raccolta differenziata in tutte le scuole, Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana

• Realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali.

• Aprire “Negozi del riciclo” in ogni Comune (già attivi all’estero) dove i cittadini possono
consegnare bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro

• Costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano.
I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia).

• Costruzione di moderni centri riciclo (modello “Vedelago”) dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati, sia meccanicamente che manualmente, possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia.

un centro riciclo..
…mentre l’inceneritore:
costa 10 milioni di euro
180 milioni di euro
operativo in 6 mesi
richiede 3 anni
per costruirlo
raggiunge l’utile in 3 anni
arriverà all’utile
dopo 20 anni
non ha camino e non espelle sostanze su popolazione e territorio
emetterà sul territorio di fumi e inquinanti

• Creazione di un apposito Centro Studi in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare gli scarti non riciclabili in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti da prodotti riciclabili.

• chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori.

.: IL TRATTAMENTO MECCANICO A FREDDO :.

Confronto: INCENERITORE / Trattamento meccanico a freddo

Costo + tempi costruzione

180 Milioni di Euro
3 anni per costruirlo
5 Milioni di Euro
pronto in soli 6 mesi
(a Parma ne servirebbero 2)

Offerta posti di lavoro

10 nuove assunzioni 60 nuove assunzioni

Bolletta rifiuti

Le tariffe aumenteranno
anche per coprirne le spese
di costruzione, in parte già pagate tramite i CIP6
Superando il 40% della raccolta “Porta a porta” la tariffa pagata dai cittadini diminuisce

Impatto sulla SALUTE

L’Ordine dei Medici francesi ed Emiliani hanno chiesto una moratoria contro gli Inceneritori Non ha impatto sulla salute

SOSTANZE emesse

O.M.S. e ARPA dichiarano:
Le emissioni degli inceneritori
sono CANCEROGENE.
Nessun camino
e sostanze tossiche
Emissione di Diossine e Nanopolveri cancerogene quanto l’amianto Nessuna Diossina
o Nanopolvere

Impatto sulla nostra ECONOMIA

Possibile perdita dei certificati e marchi di Qualità (D.O.P., I.G.P., ecc.) nel settore aroalimentare per la presenza di sostanze Cancerogene nel suolo Nessuna perdita di marchi e impatto irrisorio sul territorio

Costi SANITARI

Riduzione, in percentuale, delle aspettative di vita + costi sanitari non quantificabili Nessun maggior costo sanitario

Impatto AMBIENTALE sui suoli

Bonifica dei suoli inquinati e dei corsi d’acqua di una vasta area Bonifica del
solo suolo dell’impianto

Risoluzione al PROBLEMA RIFIUTI

Una parte finisce nell’aria e ce li respiriamo, per la polvere che resta nell’inceneritore è obbligatoria una ulteriore discarica (per “rifiuti speciali”) dove mettere le tonnellate di ceneri. Possibilita’ di riciclo
oltre l’80%. Trattamento della frazione restante con estrusore. Il rimanente è un residuo irrisorio (e non nocivo) a confronto delle ceneri dell’inc.
Uteriori informazioni

QUANTITA’ di rifiuti prodotti

I rifiuti dei cittadini della provincia di Parma ammontano a circa 60.000 tonn./anno Perche’ hanno progettato
un inceneritore per
130.000 tonn./anno
se vogliono aumentare
la raccolta differenziata?

TIPOLOGIA di rifiuto da smaltire nell’inceneritore

Rimangono da coprire 70.000 tonn./anno di rifiuti provenienti da “altre fonti”. Sapete cosa sono
i rifiuti speciali? http://it.wikipedia.org/
wiki/Rifiuti#Rifiuti_speciali

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Per maggiori informazioni: http://www.gestionecorrettarifiuti.it

Per sottoscrivere la petizione contro gli inceneritori: http://www.liberacittadinanza.it/petizioni/nessun-inceneritore-a-parma

Per sottoscrivere l’appello e inviarlo alle aziende per sensibilizzarle al problema: http://gestionecorrettarifiuti.it/emailgcr/ui.php

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